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Castellammare. Il carabiniere pestato parla per la prima volta

Castellammare di Stabia ( Napoli ) –  Dopo sei mesi dall’aggressione che gli è costata il ricovero in ospedale in gravi condizioni, il racconto choc a Repubblica del carabiniere vittima del raid nel centro di Castellammare. Il militare, in servizio a Gragnano, ricostruisce quei momenti e la furia violenta innescata dal suo video con il cellulare di un litigio tra giovanissimi.

“Erano in tanti, mi hanno colpito con una furia cieca appena ho cominciato a filmare. Non provo odio, rifarei tutto ma al mio posto poteva esserci chiunque. Un cittadino, un anziano, un ragazzo. E non so come sarebbe finita, troppa ferocia”. Giovanni Ballarò era a passeggio, di venerdì sera con la moglie e il figlio. In borghese, stava tornando a casa, quando ha visto due gruppi litigare. “Mi sono qualificato e ho cercato di dividere quei ragazzi per evitare che la situazione degenerasse. Ma mentre stavo filmando con il cellulare sono stato colpito alla schiena da tre persone a bordo di un motorino”.

È iniziato così il pestaggio con pugni, caschi e persino uno sgabello preso da un bar li’ vicino. Una sequenza da film violento ripresa da una telecamera di sorveglianza. “Venivo colpito sempre alle spalle da tante persone, un branco”. Accanto al carabiniere finito a terra solo una cognata, “per fortuna mia moglie e i miei familiari avevano allontanato mio figlio per evitare di fargli vedere il litigio tra i ragazzi in strada. I miei si sono resi conto solo alla fine che ero io l’uomo sull’asfalto privo di sensi. Mia moglie si è bloccata, pensava di stare dentro un film”.

Il processo si è chiuso con la condanna dei cinque partecipanti al raid, ma la ferita resta. Il tribunale con rito abbreviato ha condannato i cinque responsabili del pestaggio a 7 anni e 2 mesi, tra loro c’è anche un minore. Il ladro del borsello a 3 anni e 8 mesi. “È mio dovere intervenire, ho sentito di farlo: sono un carabiniere anche quando non indosso la divisa e non mi volterei mai dall’altra parte. Mio figlio? Per fortuna non mi ha visto a terra e quando sono tornato a casa mi ha detto che sono un eroe”. Il carabiniere Ballarò “non odia”, ma non può dimenticare.

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