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Castellammare di Stabia, la strada per il Faito riaprirà tra due anni

Castellammare di Stabia, la strada per il Faito riaprirà tra due anni. Ce ne parla Tiziano Valle in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Metropolis. Quando sarà riaperta la strada che da Castellammare di Stabia conduce al Monte Faito? «Una data realistica è dicembre 2023». Antonio Malafronte, dirigente della Regione Campania in servizio al Genio Civile, direttore dell?Ente Parco dei Lattari e rup (responsabile unico del procedimento) del progetto per la messa in sicurezza del versante stabiese della montagna, guarda con fiducia all’accelerata delle ultime settimane. «Dopo aver affidato le indagini geognostiche, abbiamo aggiudicato anche la gara per la progettazione dell’intervento. Dalla settimana prossima cominceremo a riunirci, perché abbiamo il fiato sul collo di Ministero e Regione che hanno stanziato 10 milioni di euro per questo progetto. Non possiamo perdere tempo, dobbiamo rispettare i termini della rendicontazione», spiega Malafronte.

A curare la progettazione sarà la società Rtp Geo di Napoli, che si è aggiudicata la gara da circa 250mila euro. «Devo ringraziare il presidente dell’Ente Parco Tristano Dello Joio e il sindaco di Castellammare di Stabia Gaetano Cimmino che hanno lavorato in sinergia per riprendere in mano questo progetto che ha trovato tanti ostacoli negli ultimi vent’anni – racconta Malafronte – Capisco che fin quando non si vedono le opere realizzate si fatica a crederci, ma superare la parte burocratica è forse la cosa più complicata e per questo possiamo parlare di un passo avanti decisivo. Adesso è solo una questione tecnica, bisogna progettare e far partire la gara per i lavori. Entro fine anno sarà pubblicato il bando». Da vent’anni Malafronte si occupa del Monte Faito, che ormai conosce come le sue tasche: «Abitando a Castellammare sono stato spesso chiamato a intervenire per frane, cedimenti di parti rocciose – racconta – Nel 2017 ci siamo ritrovati con i detriti arrivati in via Acton. Soprattutto per questo sarà fondamentale mettere in sicurezza la montagna».

Malafronte entra anche nel dettaglio delle opere che dovranno essere eseguite: «Dobbiamo recuperare i sistemi idraulici naturali di epoca borbonica – spiega – Sono abbandonati, in parte franati o colmi di materiale che negli anni si sono accumulati. Questo progetto consentirà di garantire un normale deflusso delle acque dal monte Faito fino alla strada Panoramica. Mi auguro che contestualmente si possa portare avanti anche un’attività di pulizia e messa in sicurezza delle vasche borboniche a valle». Con l’eliminazione del rischio idrogeologico si potrà riaprire anche la strada che da Castellammare consente di raggiungere il Faito. «Per la progettazione occorreranno tre mesi e saranno definiti anche i termini di realizzazione dell’intervento, che presumibilmente dovrebbero essere di 12-16 mesi – conclude Malafronte – I lavori non sono complicati dal punto di vista tecnico, ma ci sono delle difficoltà logistiche che richiederanno tante piccole attività, molto spesso manuali. Ogni due mesi, però, dovremo fare dei report per rendicontare le attività. Sia per la Regione che per il Ministero questo progetto  rappresenta una priorità».

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