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Castellammare di Stabia: il 118 è allo stremo, soccorsi paralizzati

Castellammare di Stabia: il 118 è allo stremo, soccorsi paralizzati. Ce ne parla Tiziano Valle in un articolo dell’edizione odierna di Metropolis. «Volete sapere i problemi del 118? L’elenco è lungo». Nella centrale operativa di Castellammare di Stabia si respira sconforto. «Perché dopo un anno dall’inizio della pandemia, siamo ancora costretti a denunciare gli stessi problemi senza che nessuno abbia mosso un dito per risolverli», spiegano i dipendenti dell’Asl Napoli 3 Sud che sottolineano: «Le conseguenze di questa disorganizzazione rischiamo ogni giorno di pagarla con vite umane». Appena il 24 febbraio scorso dalla centrale operativa è partito l’ennesimo grido d’allarme: «Abbiamo firmato un documento indirizzato alla direzione generale dell’Asl Napoli 3 Sud per chiedere interventi urgenti sulla gestione del servizio di pronto soccorso, ma non è cambiato nulla». Per capire quali sono le criticità, decidiamo di simulare la chiamata di una persona che chiede l’intervento dei soccorsi. «I disagi cominciano già dal momento in cui si compone il numero – spiegano gli operatori sanitari – Chi telefona con il cellulare non riceve la risposta della centrale operativa di Castellammare, ma dei colleghi di Napoli che, già alle prese con le migliaia di chiamate di competenza del loro territorio, sono costretti a staccare per girare la telefonata a noi. Questa operazione, tra primo approccio e attesa, può tenere le persone incollate al cellulare anche per 10-15 minuti, che per una richiesta di soccorso urgente possono fare la differenza tra la vita e la morte». Superato questo primo ostacolo, se ne presentano subito degli altri. Serve un’ambulanza? Con medico o senza medico? Nel caso il paziente avesse bisogno di un trasferimento in ospedale, in quale presidio sarebbe possibile portarlo? «Cominciamo con il dire che molte postazioni sono sguarnite di medici e purtroppo, quelle gestite dalle associazioni, spesso non hanno nemmeno personale infermieristico qualificato, nonostante l’Asl continui a pagare le convenzioni – spiegano gli operatori del 118 – Un’ambulanza che ha solo l’autista per noi non è operativa e capita per almeno 5-6 postazioni al giorno. A questo bisogna aggiungere che i mezzi che intervengono per un caso Covid, impiegano 2-3 ore per la sanificazione, mentre altri restano bloccati anche per 48 ore all’esterno dei pronti soccorso. Nel corso della giornata ci ritroviamo spesso a fare i conti con oltre una decina di postazioni sguarnite, è chiaro che non possiamo far fronte a tutte le richieste che ci arrivano».

Ma volendo essere ottimisti, immaginiamo che ci sia un mezzo di soccorso pronto ad intervenire: «Comincia il problema della collocazione al pronto soccorso – continuano gli operatori – Gli ospedali misti sono la vera rovina, perché è stato compiuto un disastro con la definizione dei percorsi sporcopulito. A Nola fanno le Tac nel percorso pulito e quando devono sottoporre ad esame un paziente positivo al Covid, chiudono il pronto soccorso pulito per un paio d’ore. Al Maresca di Torre del Greco, non si sa perché, il reparto non è attivo. Questo provoca l’intasamento di Castellammare ,dove è stato compiuto un altro disastro perché i pazienti positivi al Covid in attesa di ricovero sostano nello stesso piazzale dove magari passa la madre che viene dimessa dopo aver dato alla luce il suo bambino. Nonostante ci sforziamo al massimo per evitare che questo accada».

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