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“Caso Grisù”: la gatta cacciata dal treno finisce in Parlamento.

Roma – Il caso della gatta “Grisù”, cacciata da un treno alla stazione di Pescara, approda in Parlamento. Dopo aver spopolato sulla rete, il ‘caso’ della gatta Grisù scomparsa alla stazione ferroviaria di Pescara approda all’attenzione della Camera. La vicenda del felino, fatto scendere dal treno dal capotreno alla stazione della città abruzzese, e ora scomparso, è stato sposato deputata dalla deputata pentastellata M5s Daniela Torto che in un video su facebook annuncia una interrogazione parlamentare. Il video è accompagnato dalla scritta “Appello per Grisù”.

Spiega la deputata pentastellata: “Grisù è un gatto scomparso alla stazione di Pescara dopo essere stato allontanato dal treno dal capotreno, probabilmente mentre i proprietari stavano dormendo. Io mi auguro che Grisù torni presto a casa”, ma intanto “l’accaduto mette in evidenza cosa non doveva essere fatto e cosa invece è stato fatto: doveva essere messo in tutela l’animale. Se un capotreno avesse trovato un oggetto smarrito lo avrebbe buttato giù dal treno o avrebbe avvertito la polizia ferroviaria?” Un gatto ha un valore molto più grande rispetto a un semplice oggetto. Si dovrebbe redigere un codice di comportamento del lavoratore per la tutela di chiunque sia sotto la nostra responsabilità in qualunque circostanza, anche nel caso si trattasse di un randagio salito sul treno l’unica decisione saggia sarebbe stata quella di mettere in sicurezza il gatto.

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