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Casal Velino, la Soprintendenza: «Abusiva la casa sotto la Torre di Velia»

Casal Velino, la Soprintendenza: «Abusiva la casa sotto la Torre di Velia». Perché anche nel Cilento l’erosione costiera ha fatto perdere diversi metri di spiaggia ed ora una casa con vista mare (nella foto) rischia di crollare in acqua. E’ una vicenda, questa, che porta le lancette dell’orologio ad almeno trent’anni fa. Siamo nel territorio comunale di Casal Velino, dove una costruzione privata di due livelli da diversi anni è al centro di un contenzioso, ed oggi di una polemica sollevata dall’architetto Eleonora Sciré , responsabile dell’Area Funzionale VI della Soprintendenza Beni Architettonici e Paesaggistici di Salerno e Avellino. Una costruzione troppo vicina all’acqua. «E’ un abuso che da decenni sfregia la costa cilentana proprio sotto la nota Torre di Velia inserita nell’omonimo parco archeologico, ma che, inspiegabilmente, non si riesce a far demolire», spiega il funzionario.

«Un costruito che grazie a massicce opere di difesa sui tre lati, resiste arrogantemente alla forza del mare nel quale da vari anni, oramai, si addentra. La “casa nell’acqua” è una costruzione privata che impatta in modo particolarmente negativo nel paesaggio rappresentando un ostacolo fisico e percettivo, interrompendo bruscamente la continuità dell’arenile e ledendo la vista dei quadri naturali altrimenti godibili», ha spiegato la Scirè in una nota. Quando la casa fu costruita non era esattamente dov’è ora, nel senso che si trovava ad almeno cento metri dalla battigia e che il veloce avanzare del mare ha fatto trovare nella posizione in cui è ora.

«La proprietà ha presentato un’istanza di condono per il solo fabbricato, d’altronde una qualsiasi richiesta di sanatoria è improponibile per la massicciata che la circonda. – aggiunge Sciré – Le autorizzazioni paesaggistiche rilasciate dal Comune di Casal Velino sul condono sono state più volte annullate da questa Soprintendenza le cui motivazioni, seppure dopo lunghi anni di contenziosi, sono state riconosciute fondate e valide dal Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, sezione di Salerno, con sentenza del 2010 e, quindi, dal Consiglio di Stato con la sentenza del 2018». La casa nonostante ciò rimane lì e sulla vicenda pare sia calato il silenzio. Non della Soprintendenza: «Tale scempio non può essere tralasciato, né dimenticato perciò è importante – ha aggiunto la responsabile – che la Soprintendenza perseveri nel proprio operato così da ridare il giusto decoro e la bellezza ai luoghi».

Fonte immagine e articolo: La Città di Salerno

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