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Campania, superata la fase critica: crolla l’indice Rt

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Campania, superata la fase critica: crolla l’indice Rt. Anche la Regione Campania, adesso, ha compreso che la fase più critica della terza ondata è superata. Una consapevolezza che arriva sulla base di alcuni dati che, di fatto, anticipano quelli che saranno discussi oggi nel corso del consueto incontro settimanale fra gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità e i delegati del Ministero della Salute per la definizione dei ‘colori’ delle varie regioni italiane. La situazione del virus, in una sola settimana, è fortemente migliorata. Adesso c’è la certificazione di quella sensazione arrivata già dai bollettini quotidiani dell’Unità di Crisi regionale che aveva indicato una forte diminuzione dei nuovi casi di contagio rispetto agli scorsi giorni. Si resterà, però, ‘zona arancione’. Almeno per la settimana di Pasqua: il valore dell’Rt e, soprattutto, l’altro paletto dei 250 casi ogni 100mila abitanti superano ancora i limiti. Ma c’è speranza che, subito dopo le festività pasquali, il territorio che va da Sessa Aurunca a Sapri possa essere ‘promossa’ nella fascia con minori limitazioni.

I dati regionali. Palazzo Santa Lucia ha certificato il miglioramento della situazione epidemiologica ieri, nell’ordinanza con cui è stata disposta la riapertura dei mercati alle attività che vendono alimenti o fiori. Nelle sette pagine di documento, infatti, viene fatto dedicato un intero capitolo sugli ultimi dati, relativi alla settimana 15-21 marzo e aggiornati poi a mercoledì scorso. Nel dettaglio, infatti, le rilevazioni hanno permesso d’appurare come nel periodo campione ci sia stata una riduzione totale dei casi pari al 16,6 rispetto alla settimana dall’8 al 14 marzo. Un crollo delle nuove positività che, dunque, ha portato anche a una lieve riduzione dei focolai attivi (-116 rispetto al precedente report). Numeri più o meno noti, ‘identificabili’ anche con i bollettini giornalieri. Ma c’è di più. Partendo dal Rt: l’indice di contagiosità, infatti, è crollato rispetto al valore di 1,65 annunciato venerdì scorso dal Ministero della Salute. Adesso, infatti, il valore medio dell’Rt è pari a 1.05 (1 nel limite inferiore e 1,09 in quello superiore). Soli cinque centesimi in più rispetto alla soglia della ‘zona arancione’ che, in ogni caso, non poteva essere raggiunta visto che la ‘terra felix’ varca i paletti imposti dall’altro punto fisso per la zona rossa, ovvero la presenza sul territorio di 250 casi ogni 100mila abitanti. Lo scenario, dunque, è classico della fine di un’ondata. Anche dal punto di vista ospedaliero. Restano molto alti, infatti, i tassi d’occupazione di posti letto: gli spazi di terapia intensiva sono pieni al 29%, soltanto un punto percentuale in meno rispetto al valore d’allerta; quelli delle aree mediche si attestano al 38% (la soglia per far scattare l’allarme è al 40%).

Lo scenario in miglioramento. L’unione di tutti i dati, dunque, fa abbassare anche i valori d’allerta per la Campania: dallo scenario 4, ovvero quello peggiore e a maggior rischio, si è passati allo scenario 2, quello in cui restano delle soglie d’allerta da attenzionare ma che, di fatto, di qui a qualche settimana potrebbero spalancare le porte alla ‘zona gialla’. Riflessione fatta dall’Unità di Crisi che, proprio in virtù di questi sensibili miglioramenti della situazione epidemiologica, ha optato per la riapertura delle aree mercatali a banchi alimentari e di piante. «Il coordinatore dell’Unità di crisi regionale ha comunicato avviso secondo cui la situazione epidemiologica in atto consente di modificare in termini meno restrittivi il regime delineato dall’ordinanza del 21 marzo», si legge ancora nel documento.

Fonte La Città di Salerno

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