Bracconaggio Prepasquale. Per la Serie: Ti Piace Vincere Facile…

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Caccia a fucilate contro le caprette selvatiche della Scannella nel comune di Forio, sull’Isola d’Ischia.

Alcuni giorni fa i carabinieri hanno identificato due giovani isolani sorpresi nell’esercizio di questa infamia.

A raccontarla sembra davvero una di quelle storie cui si fa fatica a credere, ed invece è realmente accaduto sull’Isola Verde, in uno degli angoli più belli ed incantevoli di questo angolo di paradiso.

Una piccola comunità di graziose caprette, vive libera in un fazzoletto di terra dove, senza dar fastidio a nessuno, fa incetta di fichi d’india e ripulisce anche l’area brucando tutto l’anno l’erba, efficiente presidio antincendio naturale.

La loro tranquillità viene turbata all’improvviso da una serie di colpi di arma da fuoco, uditi e segnalati tempestivamente dai residenti.

I militari dell’Arma, giunti lì in pochi minuti, sono testimoni di una scena sconcertante: un fuggi fuggi di caprette che belano in preda allo spavento in ogni direzione!

Intuendo che si sta svolgendo un’attività di bracconaggio, scandagliano l’area e sorprendono due giovani, apparentemente disarmati, la presenza di una capretta uccisa, ed anche il fucile da caccia lasciato poco distante.

L’arma è risultata regolarmente detenuta dal giovane, autore dell’insana battuta di caccia, che denunciato, si spera che risponda duramente per questo assurdo gesto.

Nonostante la sensibilità verso  il rispetto dell’ambiente e degli animali sia notevolmente migliorato, la caccia è ancora praticata da molti, anche in modo malsano mediante bracconaggio, o nella migliore delle ipotesi, è considerata un hobby, un divertimento.

CE checché ne dicano i cacciatori, non si puo proprio conciderare nemmmeno “strumento di equilibrio faunistico ed ambientale”, o di “tutela dell’ambiente”, non foss’altro per le tonnellate di piombo riversate ogni anno nei nostri terreni.

Sul fronte della sicurezza poi, basta vedere il bollettino di guerra ad ogni fine stagione: un numero di morti umani costante, tra cercatori di funghi e compagni di battuta.

Si dovrebbe provare a rinchiudere i cacciatori, così vogliosi di sparare, in un bel bosco recintato, a giocarsela alla pari tutti contro tutti, senza dar fastidio alla fauna o a chi vuole fare una passeggiata nella natura!

Questi irriducibili non si convincono proprio, che sta succedendo qualcosa di significativo nel rapporto degli animali, con la legge: un nuovo status giuridico animale.

In questo nostro nuovo millennio, forse si riuscirà finalmente a posare la prima pietra, di un nuovo codice civile, e successivamente anche penale, quello degli animali!

Ha ormai due secoli il Martin’s Act del 1822, il primo provvedimento legislativo, a tutela di animali utili all’uomo.

Lo incoraggiarono due noti filantropi inglesi, T.Buxton e W.Wilberforce, lo promosse il deputato irlandese Richard Martin e successivamente, il Parlamento inglese lo approvò come “Act to Prevent the Cruel and Improper Treatment of Cattle”.

Recitava: “Qualsiasi persona che arbitrariamente e crudelmente abbatta, abusi o maltratti uno qualsiasi di questi animali, se trovato colpevole, pagherà una multa da un minimo di 10 scellini a un massimo di 5 sterline oppure, in caso di indisponibilità della somma, a reclusione fino a 3 mesi.

Gli animali da tutelare erano: cavallo, giumenta, castrone, mulo, asino, bue, mucca, giovenca, manzo e pecora.

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