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Arte Contemporanea. Il mondo di Giuliano Gentile. foto

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    Articolo di Maurizio Vitiello – Il mondo di Giuliano Gentile.

    Giuliano Gentile va per la sua strada istruendo, alimentando e corroborando un itinerario accattivante e intrigante, in termini nettamente fabulistici con addendi contemporanei.

    È un’artista da valutare per alcune considerazioni, che andiamo ad approfondire.

    Sono stimabili le abili immissioni d’ordine fantasioso, le scene bizzarre e i territori indagati.

    Spaccati di teneri effetti, di chiara affettività, si riverberano in redazioni stimolanti e stuzzicanti, che esprimono, su versanti di fresca poesia, abbreviate significazioni figurali.

    Gatti, cavallucci, casette, uccelli e altri soggetti scelti sollecitano indirizzi umorali di vena intimista.

    In garbate composizioni, gli assunti si dispongono a raccogliere golfi d’allegria e sereni paesaggi, abbracci di dimensioni atemporali.

    E’ sollecitato con tocchi di grazia un mondo rosa-azzurro, su cui scivolano allure e geografie emozionali.

    S’apprezza un’impostazione consapevole, che declina, tra una determinata e circostanziata epifania di richiami giocosi, angoli e vedute.

    Insolite immagini e, talvolta, particolarissimi punti d’osservazione si riepilogano in un gioco di affusolati e tangibilissimi rimandi, mentre ritmi d’eden persistono nella “luce” di solarizzazioni, pilotata da estatici cromatismi.

    Le figure e le declinazioni ambientali di sfondo respirano in contraddistinti moduli e in una sequenza di repliche appropriate.

    Tra modulazioni tranquille e sensibilità, massime ed educate, colori e raffigurazioni cifrate risalgono le vene di fantasie accorte e avanzano su sentieri equilibrati di stupefazione,

    Grazie a un linguaggio ricreativo, di gioco, di ludica concretezza, questa ben guidata dall’addizione di indirizzate, allungate, composte, disegnate nervature e di coerenti vertigini, nonché di attrattive simbologie, si possono apprezzare agglutinate poesie visive.

    Non è un problema di spessori interpretativi, ma di sostenute ed esplicite,

    stesure rapsodiche, completate da affilate rispondenze d’espressione codificata, e ripetuta con efficacia.

    Giuliano Gentile ci permette di rapportarci alle linee operative, parallele, di altri artisti, ognuno con uno specifico taglio, derivante da una forte ed energica semantica ludico-fabulistica, quali lo scomparso Luca Alinari, con i suoi paesaggi serafici e stellati, il super attivo, tra Nord e Sud, Alessandro Del Gaudio, con le sue sagomate automobiline, Lucio Diodati che, da Popoli, ha conquistato la scena straniera con le sue silhouettes, Giancarlo Montuschi con le sue mirate schiere di figurine slittanti, macchinine, arcobaleni, stelle, paesaggi edulcorati …

    Richiami e “scambi di confine” possono essere riscontrabili nelle produzioni, precedenti e ultime, di questi artisti di diversa latitudine geografica,

    Le sollevanti e vivaci scene, distinte da riconsegne timbriche vibranti e da idonee scioltezze, riescono a entrare in teorie riconoscibili.

    La “cifra artistica” di Giuliano Gentile vive di appunti segnici, vibrazioni, stesure sciolte, eppur consapevoli.

    In una dolce sequenza di differenze minimali connesse, declinate da una sottile e forte caratura espressiva, riesce a intessere, tra brevi scatti e gesti calcolati, situazioni di richiamo emozionale con andamenti d’orientamento ritmico.

    Dirige e spinge verso un profilo di spaccati di naturali bellezze e tutela, altresì, con circospezione, tra interstizi, frazioni fertili, semplicemente magiche, frutti narrativi.

    Arriva a determinare, così, percezioni giuste, utili, aperte e riesce a collocare, in prospettive, totalmente coerenti, considerazioni estetiche e composizioni singolari.

    Nel suo pensiero, felicemente costruttivo e fortemente abilitato da una creatività sorgiva, si levano e si staccano curate ricercatezze.

    Con i suoi dipinti, acquerelli, tecniche miste riesce a incentrare idealità convinte, sino a dimensionare assetti centrali, illuminanti, netti.

    Negli ultimi lavori distribuisce con acutezza impianti finemente investiti da cromatismi squillanti, gai, vivi e i vari soggetti vanno a conquistare, in maniera compiuta, lo spazio, sempre ben regolato da equidistanze e, infine, tenta di sedurre con sagome d’invenzione sino a provare di raccontare storie, leggende, miti.

    Questa linea tendenziale, sempre costante, capta dinamiche evolutive intriganti con attraversamenti e incursioni, che volgono a significare sulfuree levità e dolci presenze.

    Giuliano Gentile sostanzia e festeggia stesure con leggeri e persuasivi passaggi cromatici, perché si rivelino valutati e misurati i sensi del fantastico in tangibile corporeità.

    L’artista rinnova, di continuo, iconografie scandite da proiezioni di gettiti emotivi, che ricapitola con tagli e gesti sempre attuali e filtra la sostanza delle attese, degli intervalli, delle pause, degli appagamenti estetici, ma cerca di andare oltre per sollevare e sollecitare respiri, passaggi, aperture.

    Sentimenti di sincera riappropriazione di voli surreali sono sospinti da una profonda presa di coscienza, compiutamente tonificata, anche dalla disamina di un sentimentale “esprit du monde fantastique”.

    Il libero “focus” della sua azione esplicita, estroflette e condensa un particolare codice linguistico ricco di un intenso carico di immagini vivaci, in cui segmenti e cromie potenziano e consolidano diverse e variegate visioni.

    Le sue ultime elaborazioni riescono a confermare, “in filigrana”, riassunti gradevoli.

    L’artista, in fondo, spiega dettaglia con significativa abilità palpiti e umori, leggerezze e sottigliezze e nelle imprimiture dei tratti esalta angoli e vettori cromatici, specificati da gesti precisi, per raggiungere un calibratissimo ventaglio di agganci seducenti e di allacci intriganti.

    Giuliano Gentile affida e assegna a un ventaglio di sequenze, regolato da sottili dinamiche, nonché da raccolte considerazioni, concetti, propositi e investigazioni, attraversamenti di miti e puntualizzazioni di fughe in avanti.

    Il suo percorso disegnativo-pittorico, precisato da declinazioni iconiche, è sillabato da accadimenti possibili e da tracciati di presenze variabili.

    L’artista raccoglie e assembla, in un esercizio di battenti espansioni visive, indicazioni costitutive, ma con tocchi di colore dimensiona modulazioni, convincenti, e ipotesi di circuiti ludici, franchi e autentici.

    Le indicative composizioni, regolamentate da scioltezza di mano, riescono ad assumere una posizione singolare e propria, irrorata da accentuati simbolismi e nella successione degli ultimi lavori si percepiscono morbide notazioni, ironiche o umorali, di alta incidenza, che intercettano un propulsivo futuro.

    Bisogna riflettere sulle sue elaborazioni, sintatticamente interessanti, che regolano accorti passaggi e geografie d’ambienti, valide e tensive.

    Una misuratissima epifania di smagliante sintassi ludica rilancia insolite immagini, particolarissime visioni, giochi di sottili e sensibili rimandi, sviluppi di ritmi, accensioni cromatiche, cadenzati moduli, ambienti sereni.

    Stupefazioni di sentieri equilibrati trovano accenti giusti grazie a un linguaggio, pienamente, concreto, che viaggia sulle linee di un corroborante “continuum” per letture aperte.

    Il suo verso, dettato di sapienza, accredita altre latitudini e scorrono sogni e reti di inquietudini nelle sue distinte stesure.

    Le sue scene libere fissano sensibili variazioni, tra intimi rimandi e straordinarie visioni iperboliche, ed estroflettono vigori cromatici tonici e consapevoli sviluppi creativi.

    Accumuli di forme libere pulsano, riattivano e reintegrano archetipi, mentre eletti distingui convergono su indagini d’adesiva contemporaneità, tutta da riesaminare con le lenti doppie dell’ironia e della satira.

    Maurizio Vitiello

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

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