Anci: in cinque anni quasi 3000 vittime della strada

Le cifre del quinquennio: a Roma il numero più elevato di vittime (635), uccisi in Italia 241 ciclisti

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Una strage, che conta ben 2.932 morti nei capoluoghi di provincia negli ultimi cinque anni; anche se l’introduzione del reato di omicidio stradale ha mitigato le cifre, dimostrandosi un efficace deterrente. E’ quanto emerge dal dossier elaborato dall’Anci, l’Associazione nazionale dei Comuni italiani, sui dati forniti dalle polizie locali. I numeri, disaggregati per regioni, per province e per città, indicano anche in 1.020 i pedoni falciati dagli automobilisti, in 241 i morti fra i ciclisti e in 101 le vittime fra i giovani minorenni.

Scendendo più in particolare – e tenendo conto del fatto che per alcune regioni mancano i dati di qualche capoluogo di provincia – la regione con il più alto numero registrato di vittime stradali è il Lazio con 638 morti, seguita in questa triste classifica dall’Emilia-Romagna con 383, dalla Lombardia con 353, dalla Sicilia con 292, dalla Toscana con 225, dal Piemonte con 169, dal Veneto con 162, dalla Campania con 158, dalla Puglia con 123, dalla Liguria con 122, dalla Sardegna con 63, dalle Marche con 57, dal Friuli-Venezia Giulia con 45, dall’Umbria con 43, dall’Abruzzo con 36, dalla Calabria con 29, dal Trentino-Alto Adige con 22, dalla Basilicata con 7, dal Molise con 4 e dalla Val d’Aosta con una sola vittima.

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