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Amore a Massa Lubrense, un quadro di Schifano come dono di fidanzamento

Amore a Massa Lubrense, un quadro di Schifano come dono di fidanzamento. Settembre 1991, Borgo Marinari: Carmen Villani e Massimo Panzera si incrociano per la prima volta mentre scendono da due diverse barche. Lei torna da Capri, lui da Ischia ed è in compagnia di Maurizio Di Stasio, che si ferma a salutare Carmen. Lei, abbronzata e con i capelli spettinati dalla salsedine e dal vento, è una visione. Anche Massimo è bellissimo, ma lei neanche lo nota. Lui invece è abbagliato, sa che vuole rivederla prima ancora di esserle presentato. La chiama dopo qualche giorno per invitarla a cena che ha organizzato nella sua casa di Caserta, dove ci saranno alcuni amici in comune fra cui Maurizio Di Stasio e Donatella Cagnazzo. Impossibile resistere ad un primo appuntamento così poco consueto e impossibile, per Carmen, non notare che l’appartamento di Massimo — con vista sulla Flora della Reggia di Caserta — riflette il profilo di una persona lontana anni luce dai tipici uomini napoletani.

Uno stile personale

Niente gouache alle pareti, né pezzi antichi che affollano tutte le case partenopee che frequenta e conosce, ma opere di arte contemporanea che il padrone di casa mescola sapientemente: mette insieme grandi maestri e talenti emergenti. Il contemporaneo non è ancora una «moda», ma lui ne ha già intuito la portata e lei, che lavora nel campo della comunicazione e che ha da poco organizzato una mostra sul Vedutismo a Castel Sant’Elmo, è molto colpita. Incomincia così una frequentazione e il flirt diventa una legame solido in poco tempo. Lui ha 38 anni e un breve matrimonio alle spalle, lei 34 e non ha mai seriamente pensato a rinunciare alla sua libertà. Ma si ritrovano insieme e il regalo di fidanzamento di Massimo non è un anello, ma una tela di Schifano.

Il valore delle scelte

Dopo poco tempo nasce Alberto e dopo altri tre anni si sposano: nozze a Massa Lubrense, festa in casa. Il segreto di una unione lunga è la mediazione e la capacità di «vivere e lasciar vivere». Lei è più estroversa, lui più chiuso e d’istinto non varcano i confini che ciascuno si è dato. Il tennis è una delle passioni di Massimo, che lei osserva da lontano. Lui, che ha una corposa collezione di musica jazz che ama senza mediazioni, non la segue al San Carlo e non si lascia coinvolgere in una serie di attività che Carmen gestisce da sola. Vita insieme e scelte individuali, con impennate di gelosia, a volte furiose, tutte mitigate dalla ragione. Lui si dedica con slancio al suo lavoro — è imprenditore nel settore alberghiero — dove riversa la passione per l’arte. A Caserta, complici i lentissimi ritmi dettati dalle misure anti Covid, trasforma una intera struttura: l’Art hotel Europa resta un simbolo di accoglienza, ma diventa anche una galleria per raccontare l’arte contemporanea. Lei lo segue, lo sostiene, ne condivide le scelte, lavora al suo fianco. Coppia, famiglia, individui: un percorso di intensa passione e consapevolezza profonda, nato in un meraviglioso tramonto settembrino.

Fonte Il Corriere del Mezzogiorno

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