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Ambiente, è sempre la stessa storia.

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Pompei. “E’ sempre la stessa storia“, s’intitola così un romanzo di Tonino Scala di qualche anno fa, lo scrittore stabiese si riferiva però a dinamiche sociali che finiscono per alienare i ragazzi di periferia in loop infiniti patetici e senza futuro, mi piace prendere spunto da lui, che è narratore attento al nostro territorio, per dare voce al disagio manifestato da un Comitato civico di cittadini di Pompei, che si  è opposto  alla realizzazione dell’ennesimo parcheggio interrato. “Adesso ci sono peschi e gelsomini in fiore, palme, un cedro del Libano monumentale. Tra poco tempo, invece, potrebbe esserci una colata di cemento: succede a Pompei, a breve distanza in linea d’aria dal santuario e dagli scavi. Perché si sta avvicinando la realizzazione di un progetto portato avanti dal Comune e dall’Eav che prevede una serie di opere molto invasive, a giudizio di numerosi cittadini che si sono riuniti in comitato e stanno valutando il ricorso al Tar“, questo in sintesi quanto racconta Titti Beneduce sulle pagine del Corriere del Mezzogiorno (10 marzo 2021). Dunque ancora una volta, nonostante da mesi continuiamo a ripeterci quanto siano importanti per l’ambiente gli alberi, che garantiscono aria pulita, bloccano le polveri sottili PM10 e abbassano la temperatura (Studio Coldiretti pubblicato da La Repubblica su “Green&Blue” (23 ottobre 2020), torniamo per l’ennesima volta a parlare di colate di cemento con parcheggi che prenderanno il posto degli alberi, oltretutto, secondo quanto dichiarano i cittadini del comitato, in sostituzione di un parcheggio che conta 200 stalli normalmente non sempre del tutto occupati, quindi dove sarebbe la necessità di farne uno interrato con 350 posti? Ci sono poi forti timori per il rischio idrogeologico: “Lo stesso Dipartimento di Protezione civile del Governo, si legge ancora nella relazione, per il caso di rovesci di pioggia e grandine suggerisce ai cittadini di far “attenzione al passaggio in sottovia e sottopassi, c’è il rischio di trovarsi con il veicolo semi-sommerso o sommerso dall’acqua”. Le cronache, insistono gli avversari del progetto, sono piene di sottopassi allagati anche a fronte di piogge di non particolare intensità. Timori e perplessità ai quali sarebbe giusto dare una risposta. Intanto, aspettandola una risposta che fughi ogni dubbio, continuiamo a raccontarvi la stessa storia fatta di cemento che sostituirà aree a verde occupate da alberi.
di Luigi De Rosa

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