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Addio a Donato Cufari , quella politica della democrazia cristiana che non c’è più e che abbiamo avversato

Addio a Donato Cufari , quella politica della democrazia cristiana che non c’è più e che abbiamo avversato . Donato Cufari, che è stato anche sindaco di Vietri sul mare , per noi è stato sopratutto uno storico presidente della Comunità Montana “Penisola Amalfitana” che è stata in buona sostanza rappresentata da lui prima e poi da Raffaele Ferraioli, con il quale c’è stata un’intesa molto forte e radicata, tanto è vero che Cufari fu anche nominato assessore nei comuni di Furore , poi anche  Minori .

Per noi giornalisti alle prime armi, fuori dal sistema,  animati da spirito giustizialista e di sinistra,  la Democrazia Cristiana era, come per tanti, un nemico da combattere, ora queste cose che erano il nostro vissuto quotidiano, parliamo di oltre 30 anni fa quando abbiamo cominciato a scrivere, quando la scrittura era un’arma impari di battaglia.

Alla fine distingui l’ideologia e la politica dalle persone e Donato Cufari si è dimostrato una persona che amava il territorio più di tanti altri politici trasformisti di oggi, non faccio un discorso di pentimento, e neanche di cambiamento, all’epoca la Democrazia Cristiana rappresenteva un monolite e la democrazia era bloccata per motivazioni geopolitiche alle quali eravamo piegati , semplicemente con gli anni le cose si vedono con maggiore maturità e nel contesto in cui si vivevano. Quello che facciamo fa parte della nostra vita e rinnegarlo è rinnegare se stessi.

Donato Cufari era in quel sistema, ma ha dimostrato di voler tutelare la Costa d’ Amalfi più volte, come quando ha preso l’iniziativa , con tutti gli altri, come Comunità Montana di perorare la causa della difesa del territorio dalle assurde perforazioni della Elf francese ascoltando le istanze delle associazioni.  Ma ricordo anche la sua signorilità, bonarietà, non è mai stato aggressivo, accettava le critiche e amava il dialogo e il confronto.

Era una Comunità Montana che funzionava sotto certi aspetti sul territorio molto meglio di oggi, parlo della  rappresentanza del territorio ai vari tavoli, dal turismo al dissesto idrogeologico, la manutenzione dei sentieri e la pulizia dei boschi, della squandre antincendio, nel concreto oggi dobbiamo aspettare da Napoli che parti tutto.  Il mio è un ricordo storico dell’uomo che  dagli anni Settanta per circa un trentennio è stato un riferimento della politica locale e ritengo che sotto certi aspetti le cose funzionavano meglio di ora, come uomo ne ho un ricordo distinto di persona buona, mite e signorile . Sicuramente un pezzo di Storia della Costiera amalfitana  che se ne va.

Ti sia lieve la terra

 

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