A Positanonews, il presidente del consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti Carlo Verna

Durante il Progetto scuola-lavoro con Positanonews, i ragazzi dell’istituto Publio Virgilio Marone hanno avuto l’occasione di ascoltare l’intervista del presidente del consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti Carlo Verna.
Il presidente Verna si approccia ai ragazzi cominciando a parlare della situazione pandemica che sta colpendo il nostro Paese da un anno. Le sue parole sono: ” La pandemia da Covid-19 è un’esperienza tragica, senza precedenti. Siamo oltre la soglia shock dei 100mila morti, quindi tutti noi dobbiamo avere rispetto per quelle che sono le decisioni che vengono prese, anche se sono le decisioni dure da accettare e che comportano dei sacrifici”.
L’argomento su cui si è concentrato, essendo Verna presidente del giornalismo nazionale, è il giornale e le fake news. “Siamo in una fase in cui tutto è cambiato! Un tempo noi giornalisti professionali detenevamo un’esclusiva, una prerogativa che apparteneva solo ed esclusivamente a noi, mentre gli altri ne erano esclusi: poter parlare da uno a tanti. Oggi non è più così, tutti possono parlare da uno a tanti. Mi ricordo-continua il presidente- quando io ebbi la polemica sulla questione relativa alle offese contro i meridionali: io chiesi al direttore del giornale ‘Il Mattino’ se volesse pubblicare una replica e lui preferì non infilarsi in una polemica. Io, a quel punto, la inviai al sito del Comune e quel contenuto è diventato virale, molto più di quello che sarebbe diventato se avesse girato attraverso un giornale locale. Questo dimostra come siano completamente cambiati gli scenari, cioè la polverizzazione dell’offerta imprenditoriale ha comportato una sorta di desertificazione delle redazioni. Io da questo punto di vista, non faccio fatica a riconoscere che in questo modo non si rischia di fare quegli approfondimenti indispensabili per i giornali che escono una volta al giorno, i cosiddetti quotidiani, perché ormai tutto si consuma in poco tempo, la notizia è diventata quasi una merce deprezzata e tuttavia è un qualcosa di indispensabile nella vita di ognuno di noi. Ma la notizia è anche qualcosa a cui si deve fare attenzione, in particolare si deve fare attenzione alle notizie false, le cosiddette ‘fake news’ che ogni giorno, anzi ogni minuto, girano molto attraverso i social. Esse hanno una velocità incredibile: non si sa da chi sia partita questa frase, ma è certo che mentre una bugia fa il giro del mondo, la verità si sta ancora allacciando le scarpe, per così dire. Questo è un grosso problema nel momento in cui i mezzi tecnologici favoriscono ancora di più l’incremento delle velocità delle bufale, delle menzogne. Noi giornalisti professionali dobbiamo essere punti di riferimento, dovremmo guarire questo ecosistema che ormai è accessibile a tutti, che può essere il vero o il falso, che possono essere mischiati tra di loro. Noi, per mestiere, dobbiamo avere la capacità di andare alla fonte delle notizie, infatti si dice che il giornalista sia un mediatore tra la fonte e il pubblico, quindi il nostro ruolo è quello di dare validità a certe notizie che girano in maniera incontrollata. In tal caso intervengono anche i nostri consigli di disciplina nei confronti di chi ha divulgato notizie false all’interno di grosso quotidiano. Un caso particolare sono i problemi dei quotidiani molto schierati, che strillano titoli e sono fortemente di parte. Per questo motivo i giornalisti sono tenuti, sulla base della legge istitutiva del giornalista, al rispetto della verità, che è uno dei due piloni della nostra deontologia; l’altro pilone è il rispetto della persona. Noi abbiamo la carta di Treviso che è quella che garantisce l’anonimato e tutela lo sviluppo armonico dei minorenni quando sono all’interno di vicende considerate di cronaca. Diverso se si tratta di una cronica positiva. Io stesso ho intervistato Federica Pellegrini che a 16 anni vinse la medaglia d’argento: non c’è nessuno problema in positivo. Se invece Federica in quella vasca avesse strangolato una sua concorrente, assolutamente non ne potevo parlare e non potevo farle l’intervista, perché è negativa la vicenda, e non positiva. Ovviamente questa è un’ipotesi di un evento che ovviamente non è mai avvenuto.”
Conclude il presidente del consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti Carlo Verna dicendo che” Io parlo di questa professionalità che affascina tantissimi giovani e quindi vi dico che se foste interessati dovreste usare molta molta cautela, perché in virtù di questa trasformazione così profonda che è una rivoluzione, un cambiamento talmente profondo che spesso paragono a quando Gutenberg inventò la stampa. E allora in un contesto così diverso caratterizzato dalla poverizzazione dell’offerta territoriale e che bisogna ancora metabolizzare, io vi suggerisco, qualora qualcuno avesse la passione per questa professione, di tenersi sempre in parallelo un altro piano, un cosiddetto Piano B, come protezione, e la cosa più importante secondo me è crearsi una forma di qualificazione e di formazione nello studio:
preparatevi, studiate, prendete una laurea, qualunque essa sia che costituisca da un alto una base di formazione per potere continuare, dall’altro lato una rete di protezione qualora il mercato giornalistico in virtù di questi cambiamenti profondi non dovesse essere in grado di percepire le vostre legittime ambizioni e ispirazioni.”
Noi tutti studenti del Progetto scuola-lavoro con Positanonews ringraziamo il presidente del consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti Carlo Verna di aver partecipato alla nostra lezione. Alla prossima.

Progetto scuola-lavoro con Positanonews
Amitrano Anna

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