Zuchtrigel a Pompei un’opportunità, dimissioni e polemiche querelle provinciali

Zuchtrigel a Pompei un’opportunità, dimissioni e polemiche querelle provinciali  . Un pezzo interessante con una intervista a Mertens lo scrive Maria Pirro su Il Mattino di Napoli primo quotidiano della Campania
È uno studioso di fama internazionale, Dieter Mertens, 80 anni, di originarie tedesca, già direttore dell’Istituto archeologico germanico di Roma e socio straniero della prestigiosa Accademia dei Lincei. Che definisce «un po’ provinciali» le polemiche sulla nomina di Gabriel Zuchtriegel, 40 anni il 24 giugno, alla guida del parco archeologico di Pompei.
Conosce personalmente il neodirettore?
«Da tempo. Ha partecipato con me al primo scavo archeologico, oramai tanti anni fa».
Dove?
«A Selinunte, sulla costa sud-occidentale in Sicilia».
E conosce bene anche gli scavi di Paestum, dove ha lavorato con particolare impegno. Lì il suo «allievo» ne ha fatta di strada.
«È intelligente, molto abile, capace di muoversi nell’ambiente e unisce le competenze scientifiche con quelle di comunicatore al grande pubblico. Lo ha dimostrato sul campo proprio al parco archeologico di Paestum, dove pure era stato guardato con sospetto».
All’inizio.
«Con il suo modo di fare garbato e il suo lavoro, si è fatto apprezzare, forse non da tutti, ma dalla maggior parte».
Anche se «straniero», l’altra accusa che gli è stata rivolta subito dopo il primo incarico.
«Ma, nei fatti, l’apertura nel bando di concorso a non italiani ha portato risorse positive. Come dimostra anche Eike Schmidt, confermato agli Uffizi di Firenze».
Zuchtriegel è il nome giusto per Pompei?
«Di certo, Pompei ha un’altra dimensione rispetto a Paestum».
Così la scelta del ministro Dario Franceschini è finita al centro delle polemiche. Con le dimissioni di due componenti su quattro del comitato scientifico del parco archeologico, Stefano de Caro e Irene Bragantini. La lettera sul «Corriere della Sera» inviata dall’archeologo e presidente del Fai, Andrea Carandini. E il documento sottoscritto da 111 professionisti dei beni culturali promosso da Pier Giovanni Guzzo, per 14 anni alla guida degli scavi di Pompei, e da Luigi Malnati, ex direttore per le Antichità del ministero.
«Capisco il dibattito che si è scatenato, perché si tratta di Pompei».
Qual è la sua opinione?
«Per alcuni, Zuchtriegel è troppo giovane per un incarico estremamente sensibile e, a incidere, ritengo sia anche il suo aspetto fisico. Altrettanto giovanile. Ma la polemica sull’età mi sembra un po’ provinciale. All’estero si fa più attenzione ad avviare le carriere e il fattore anagrafico è meno considerato che in Italia».
Essere giovani, dunque, non può essere una colpa.
«A 40 anni si è in grado di gestire. Difatti, ne ha 43 il presidente francese, Emmanuel Macron. L’età è quella giusta, perché si ha piena forza e consapevolezza».
Al di là della questione generazionale, ritiene ci sia un problema di competenze?
«A Zuchtriegel manca un po’ di esperienza nella conservazione e nel restauro decisivi nella valorizzazione del parco archeologico: è importante sottolineare che quest’attività deve essere centrale. Più della promozione. Ma io, che oggi sono tra i più anziani nel settore e dovrei essere dalla parte più conservatrice, sono fiducioso».
Perché lo è?
«Il neodirettore è bravo nella comunicazione ed è anche uno studioso. Ha tratti originali e porta una nuova impostazione che può fare bene al sito, ma è in grado di entrare nelle problematiche del territorio e, soprattutto, sa ascoltare e considerare il lavoro svolto dai suoi predecessori e dai suoi collaboratori».

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