TV. Successo di Serena Rossi con “Mina Settembre” in una Napoli contemporanea.

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Articolo di Maurizio Vitiello – Successo di Serena Rossi con “Mina Settembre” in una Napoli contemporanea.

 

Serena Rossi è una smagliante bellezza partenopea e conquista con “Mina Settembre”, fiction che appassiona e che domenica prossima si concluderà.

La ricordiamo, tanti anni fa, giovanissima, con “C’era una volta … Scugnizzi”, regia di Gino Landi e Claudio Mattone, nel 2002-3; con “Mal’Aria”, regia di Bruno Garofalo versione napoletana di Romeo e Giulietta -, nel 2005; nel “Rugantino”, con la regia di Enrico Brignano, nel 2013.

Era già sul palcoscenico padrona dei propri mezzi vocali e disciplinata nei gesti.

Mina Settembre è un personaggio dagli sguardi simpatici e dai toni empatici.

La Fiction di Rai1, diretta da Tiziana Aristarco, ci porta a controllare i vari emisferi dell’unica città-mondo che è Napoli.

Dalle scene a Piazza de’ Martiri, Via de’ Mille, Rione Sirignano a Mergellina sino alle scene girate alla Sanità … si svolgono le “imprese” dell’assistente sociale, propensa ad attivarsi sul campo.

Le storie di Maurizio De Giovanni, ovviamente riattate da diversi sceneggiatori, sono innestate nelle sei puntate di questa prima stagione, ma se ne attende già un’altra …

Ovviamente, tra pagine scritte e situazioni filmiche ci sono stati cambiamenti per adattare al meglio le singolari vicende.

Questa produzione vede coinvolti moltissimi attori e attrici della Campania, nota fortemente positiva.

Il teatro e il cinema della regione alimentano anche altre serie di fiction.

E’ un piacere gustare le interpretazioni dei protagonisti e delle protagoniste.

Felici combinazioni narrative si dispiegano e s’inoltrano in una Napoli tutta da apprezzare, da conoscere, da approfondire.

Che Napoli venga fuori da “Mina Settembre” alla nuova serie de “Il commissario Ricciardi”, ambientata, però, ante architettura fascista – le evidenze sono dal 1936 –, è un piacere dell’occhio.

Napoli è una città attiva, profondamente umana con bellezze paesaggistiche, naturali, architettoniche e ambientali, che sono tutte da misurare nella civiltà del contemporaneo.

Speriamo che dopo il Covid-19 ritornino i flussi turistici degli ultimissimi anni.

Il “volano” turistico può, davvero, fare la differenza per aumentare i posti di lavoro, di cui s’avverte gran bisogno.

Con “Procida Capitale Italiana della Cultura 2022” ci saranno diecimila posti occupati in vari segmenti.

Maurizio Vitiello

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