Sorrento, il diktat dei tour operator «Niente turisti se non vi vaccinate»

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Sorrento, il diktat dei tour operator «Niente turisti se non vi vaccinate». I timidi segnali di ripresa del mercato americano del turismo rischiano di infrangersi di fronte ai ritardi accumulati nella vaccinazione degli operatori del settore. Nelle chat che pianificano i programmi di viaggi e soggiorni, la certezza di poter contare in Italia su personale immunizzato rappresenta una prerogativa essenziale. «I clienti vogliono che la loro guida privata sia vaccinata», scrive Roberta. «Guide e autisti», precisa Wendy, con riferimento a chi li accompagnerà nelle loro escursioni. «Tutti i miei clienti vogliono che quelli con cui avranno contatti siano vaccinati», sostiene Deborah, un’altra travel agent, che propone la condivisione degli operatori italiani ai suoi programmi di viaggi, a patto che da loro vengano fornite rassicurazioni sulla prevenzione al Covid-19. «Abbiamo un fitto planning di prenotazioni spiega il sorrentino Vittorio Starace, driver di lungo corso, accompagnatore di famosi personaggi dell’economia e star americane in trent’anni di carriera – ma queste non vengono confermate di fronte alle incertezze legate alle vaccinazioni. Anche perché non basta rassicurare i nostri corrispondenti su guide e autisti. I travel agent americani ci chiedono notizie certe anche per il personale degli aeroporti, degli Scavi di Pompei, cuochi e camerieri di ristoranti, l’intera filiera delle escursioni che caratterizzano il soggiorno in costiera e dintorni».
LE CANCELLAZIONI Le precondizioni imposte dagli operatori turistici statunitensi si allineano a quelle di altri Paesi e trovano la condivisione degli agenti di viaggio sorrentini. «I vaccini agli operatori del nostro comparto sottolinea Gino Acampora, tour operator e albergatore – sono fondamentali. Vaccinare tutti gli addetti della nostra filiera turistica potrebbe costituire un messaggio di marketing territoriale molto forte e contribuire al rilancio dell’offerta sui mercati internazionali». Nel frattempo, le prospettive immediate del 2021 non sono incoraggianti. «La prima parte della stagione aggiunge Acampora è ormai compromessa. Numerose cancellazioni sui programmi di marzo, aprile e maggio si sono già concretizzate. L’obiettivo ora è focalizzato su una ripresa per settembre e ottobre. Dovremmo puntare ad allungare la stagionalità fino a Capodanno. È l’unica prospettiva che ci resta per dare la possibilità ai dipendenti di lavorare qualche mese in più in modo da poter accedere ai benefici della Naspi. Non è facile – continua il tour operator – fare previsioni, la situazione cambia all’improvviso, con tutte queste varianti del virus che si manifestano. Ma bisogna pianificare un programma concreto con certezze sui tempi di vaccinazione dell’intera filiera del turismo. Come si fa a non condividere le perplessità manifestate dai tour operator americani che, nonostante le richieste dei potenziali clienti, non possono confermare viaggi e soggiorni di fronte alla prospettiva che i turisti possano imbattersi in soggetti non ancora vaccinati, con le conseguenze di dover scontare quarantene obbligate al rientro nei loro Paesi?».
IL PRESSING In Campania, il piano vaccinale per gli operatori turistici dovrebbe partire entro l’estate. Il pressing per anticipare i tempi è partito da Federalberghi regionale: «Il turismo – dice il presidente Costanzo Iaccarino – è bloccato dalla paura e non ci possiamo permettere di aspettare oltre. Alla Conferenza Stato-Regioni abbiamo chiesto di sostenere l’avvio di un programma vaccinale anti-Covid che consenta agli operatori del turismo di essere immunizzati entro il mese di aprile o maggio. Purtroppo i ritardi accumulati nelle consegne dei vaccini non alimentano ottimismo. Attendiamo di poter lanciare un messaggio positivo ai turisti che potrebbero scegliere di trascorrere le vacanze in Italia in completa sicurezza».

di Antonino Siniscalchi, fonte Il Mattino

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