Sorrento. Il Commendatore Mastellone lancia un alert per le pmi con l’analisi su dati Cerved. Governo fai presto!

Più informazioni su

Sorrento. Il Commendatore  Gaetano Mastellone lancia un alert per le PMI con l’analisi su dati Cerved. Governo fai presto! Di seguito, le sue dettagliate riflessioni.

Cerved ha pubblicato di recente un Report di ricerca, pubblicato in analisi sul Sole 24 Ore,  sulle Imprese che sarebbero sull’orlo del fallimento nell’anno 2021/22. Ne sarebbero ben 115 mil. Se ci limitiamo ad osservare il numero di fallimenti delle imprese italiane, il 2020 sembra un anno di grazia, con il crollo del 41% dei dossier presentati tra gennaio e settembre. Ma di certo non è un fattore di solidità, bensì un risultato legato a fattori di natura eccezionale (anestetici fiscali e moratorie) che nasconde una realtà ben diversa! Analizzando il discorso settoriale si nota che resta meno a rischio la manifattura rispetto all’area vasta di costruzioni e servizi. Per alberghi, ristoranti e turismo si intravedono le prospettive più cupe, con tassi di probabilità di default che arrivano anche al 14%: significa che un’azienda su sette rischia di andare a gambe all’aria. Nel settore costruzioni rischia un’azienda su dieci, con il rischio che se la campagna vaccinale dovesse protrarsi oltre le attese questo valore possa continuare a salire. Altra variabile discriminante, poi, è la dimensione d’impresa. Più è grande, minore è il rischio di default.

A subire i maggiori pericoli sono invece le microimprese, con un livello di rischio che è quasi il triplo rispetto alle big. Nel caso si verificasse la previsione del Cerved la perdita occupazionale stimata è di circa 300mila posti di lavoro.  Sono dati davvero drammatici il default previsto di 115mila aziende qualora si verificasse si andrebbe ad aggiungere alle 390mila aziende che nel 2020 hanno già chiuso i battenti a causa del Covid e del crollo dei consumi (Fonte: Ufficio studi Confcommercio, Dicembre 2020).

Due sono le cause principali di questi fallimenti: la prima sicuramente il calo generale dei fatturati e la seconda i costi di gestione fra i quali il principale è il costo del lavoro, in Italia più alto del 15% rispetto alla media europea (dati: Unimpresa, Gennaio 2021). Altra causa, storica, l’enorme pressione fiscale minima che si attesta al 42,4% per chiunque faccia impresa (dati: Ocse).

A questo punto in tanti Cittadini e Imprenditori sorge spontanea la domanda: “Se questo è lo scenario generale quante aziende sopravviveranno realmente a questo difficile momento?”. È difficile stabilirlo.

Comunque credo che il nuovo Governo deve, con urgenza, intervenire perché le politiche “dei pannolini caldi” non servono più. Le misure fatte lo scorso anno sono solo misure tampone che per carità è stato un bene averle fatte nella fase di start della pandemia, ma oggi, e da subito, serve un’azione strong e d’immediata esecuzione! 

Va bene strutturare un buon Piano sul Recovery Fund – Next Generation EU i cui fondi arriveranno a “tappe” ma in questa fase difficile, con un Piano Vaccinale in forte ritardo,  occorre intervenire su azioni ben strutturate di risparmio fiscale, riduzione del costo del lavoro, moratorie su mutui da spostare, azioni di ulteriore flussi di liquidità per le Imprese (in particolare le medio piccole), azione forte e immediata su alcuni settori importanti (sistema turismo – ristorazione – commercio – trasporti – cultura  in primis) per finire alla scuola e, invece di aspettare i Concorsi Pubblici procedere “una tantum” con una politica di assunzioni PA attingendo dai tanti Precari.

Lo stato dell’Italia, oggi, è da definire comatoso e le sfide da seguire sono due, sistema sanitario (vaccini in primis) e salvare il tessuto delle PMI e quindi del lavoro. Insomma una nuova Italia!

Più informazioni su

Commenti

Translate »