Sant’Agnello, morte di Giosuè Sorrentino. Il Gip riapre l’inchiesta

Penisola sorrentina. Si riapre il caso sulla morte di Giosuè Sorrentino, il marittimo di 35 anni di Sant’Agnello trovato privo di vita il 24 aprile 2016 sulla petroliera Bianca Amoretti mentre era ancorata in rada a Venezia. Una nuova consulenza medico-legale è stata disposta dal Gip del Tribunale del capoluogo veneto su una vicenda inizialmente archiviata come suicidio. Nessuna archiviazione, per ora. Sarà quindi un super-consulente a dover fare chiarezza sulla morte di Giosuè Sorrentino.

Per la Procura, si tratta di suicidio: Sorrentino fu scoperto nei pressi di una fresa, con una ferita al collo probabilmente fatale. Mentre i familiari della vittima sono convinti che sia un omicidio. Ieri il giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Venezia, Luca Marini, con propria ordinanza, ha disposto un’ulteriore perizia medico legale conferendo l’incarico al medico legale Valentina Meneghini. Il giudice conferirà l’incarico al medico legale martedì prossimo e in questa sede si chiariranno i contorni della perizia che il gip intende avere sul tavolo nelle prossime settimane quando dovrà decidere se archiviare l’indagine o predisporre – come chiedono i legali della famiglia Sorrentino, gli avvocati Antonio Cirillo e Luigia Ruggiero – l’imputazione coatta per omicidio in concorso di tutto l’equipaggio.

Una serie di circostanze da chiarire, quindi, per cui il Gip di Venezia ho riaperto le indagini, per verificare se ci siano dubbi sulla morte di Giosuè Sorrentino e stabilire una volta per tutte le cause del suo decesso. Non si esclude anche la necessità di riesumare la salma nel caso i risultati dell’autopsia eseguita cinque anni fa non venissero ritenuti attendibili.

 

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