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Profondo Rosso: Programmazione Sanitaria

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Profondo Rosso: Programmazione Sanitaria in Penisola Sorrentina

Quando dalla dittatura siamo stati traghettati nella democrazia,  alla guida della politica economica sono state collocate persone preparate in grado di assumere decisioni giuste non condizionate da sciocchi campanilismi.

Quando quei traghettatori sono scomparsi dalla scena politica del paese  i loro successori  hanno “curato” il loro elettorato assecondando e seguendo un criterio illogico che consente di acquisire clientela:  se ci sono fondi disponibili bisogna spenderli anche se le cose da fare non sono utili e servono solo a creare posti di lavoro  “comodi” … lo spreco di danaro costa moltissimo ai contribuenti ed avvantaggia solo coloro che spendono generosamente il danaro altrui.

Prima di decidere se sia opportuno realizzare un ospedale in Penisola Sorrentina è necessario leggere attentamente il Piano Sanitario Nazionale ed il Piano Sanitario Regionale, raccogliere i dati sanitari delle persone che abitano in penisola sorrentina, qualità e quantità degli interventi e dei ricoveri effettuati negli ospedali esistenti per residenti e per ospiti, qualità e quantità degli interventi e dei ricoveri effettuati in ospedali terzi (italiani o stranieri), qualità e quantità di visite specialistiche, accertamenti diagnostici e di laboratorio effettuati presso i presidi ospedalieri e presso i convenzionati per residenti e per gli ospiti, visite ambulatoriali e domiciliari effettuate dai medici di  famiglia e dagli addetti ai presidi notturni e festivi, etc. etc.  e verificarne i costi.

Per gli interventi di media-alta ed alta chirurgia dovremmo ancora far riferimento a centri dove operano staff di chirurghi altamente specializzati che dispongono di attrezzature adeguate alla qualità del lavoro che svolgono.

Per piccoli e medi interventi, con o senza conseguenziale ricovero, si potrebbe disporre di uno staff di chirurghi in possesso di una valida specializzazione e di una sufficiente pratica.

Non basta disporre di uno staff composto da persone in grado di effettuare interventi di alta od altissima chirurgia, è necessario anche che lo staff sia chiamato ad effettuare un numero di interventi che consenta ai chirurghi di allenarsi, di aggiornarsi costantemente e disporre, in caso di necessità e di urgenza, di ricambi adeguati.

Se, dall’esame dei dati in possesso dell’ASL e dei medici di base, dovesse emergere una patologia molto diffusa sul territorio per la quale l’allestimento e la gestione di un reparto specialistico costituirebbe un costo sostenibile,  si potrebbe valutare la convenienza dell’operazione.

Discorso diverso va fatto per reparti di medicina, rieducazione motoria, fisioterapia, per lungo-degenti: se i pazienti sin qui dirottati verso centri regionali od extra-regionali sono numerosi potrebbe essere conveniente evitare il turismo sanitario e gli spostamenti di parenti ed amici dalla penisola ai centri e viceversa.  Non credo che sia necessario ed utile realizzare un ospedale per il quale, fortunatamente, la penisola sorrentina non potrebbe fornire un numero adeguato di clienti.   prof. Francesca LAURO

Profondo Rosso:  Il coraggio di Draghi

 

A livello statale, il principale strumento di pianificazione è rappresentato dal Piano sanitario nazionale i cui principali contenuti sono:

  • le aree prioritarie di intervento
  • i livelli essenziali di assistenza sanitaria da assicurare per il triennio di validità del Piano
  • la quota capitaria di finanziamento per ciascun anno di validità del Piano
  • gli indirizzi finalizzati a orientare il Servizio sanitario nazionale verso il miglioramento continuo della qualità dell’assistenza
  • i progetti obiettivo da realizzare anche mediante l’integrazione funzionale e operativa dei servizi sanitari e dei servizi socio-assistenziali degli enti locali
  • le finalità generali e i settori principali della ricerca biomedica e sanitaria
  • le esigenze relative alla formazione di base e gli indirizzi relativi alla formazione continua del personale
  • le linee guida e i relativi percorsi diagnostico-terapeutici allo scopo di favorire, lo sviluppo di modalità sistematiche di revisione e valutazione della pratica clinica e assistenziale e di assicurare l’applicazione dei livelli essenziali di assistenza
  • i criteri e gli indicatori per la verifica dei livelli di assistenza assicurati in rapporto a quelli previsti

Il Piano sanitario nazionale viene predisposto dal Governo su proposta del Ministro della salute tenuto conto delle proposte provenienti dalle Regioni, nonché dei dati e delle informazioni contenute nella relazione annuale sullo stato di attuazione del Piano sanitario regionale; viene adottato con Decreto del Presidente della Repubblica previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, d’intesa con la Conferenza unificata. Il Piano sanitario nazionale ha durata triennale, è adottato dal Governo entro il 30 novembre dell’ultimo anno di vigenza del Piano precedente e può essere modificato nel corso del triennio con la procedura sopra indicata. Il Piano sanitario regionale rappresenta il piano strategico degli interventi per gli obiettivi di salute e il funzionamento dei servizi regionali. Entro centocinquanta giorni dalla data di entrata in vigore del Piano sanitario nazionale, le Regioni adottano o adeguano i propri Piani sanitari, trasmettono al Ministro della salute gli schemi o i progetti allo scopo di acquisire il parere dello stesso per quanto attiene alla coerenza dei medesimi con gli indirizzi del Piano sanitario nazionale. Ulteriore strumento per agevolare la programmazione sanitaria e misurarne l’effettività è costituito dalla Relazione sullo stato sanitario del Paese, che:

  • illustra le condizioni di salute della popolazione presente sul territorio nazionale
  • descrive le risorse impiegate e le attività svolte dal Servizio sanitario nazionale
  • espone i risultati conseguiti rispetto agli obiettivi fissati dal Piano sanitario nazionale
  • riferisce sui risultati conseguiti dalle regioni in riferimento all’attuazione dei piani sanitari regionali
  • fornisce indicazioni per l’elaborazione delle politiche sanitarie e la programmazione degli interventi

Fonte:”Libro bianco sui principi fondamentali del servizio sanitario nazionale”

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