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Ospedale Unico: 300 mila euro per sapere se si può realizzare. Siamo solo allo studio di fattibilità, questa è la realtà!

Mentre a Sorrento l’ospedale ha mille problemi, a Vico Equense non si ha il pronto soccorso e si rischiano i morti, invece di pensare al quotidiano si punta un futuro remoto, se ci sarà, dell’Ospedale Unico della Penisola Sorrentina a Sant’Agnello, al di là dei proclami della Regione Campania e dei sindaci siamo ancora a zero, o almeno a 300 mila, gli euro spesi per il progetto di fattibilità, e basta, questa è la realtà, come spiega Anna Iaccarino candidata sindaco per il Comune di Piano di Sorrento, dove è stata ex consigliere comunale.
Ospedale Unico Penisola Sorrentina
“Siamo partiti nel 2010 e la tenacia ed il lavoro pagano sempre. Non sono chiacchiere ma fatti. Un Ospedale di I livello con 250 posti letto oltre a garantire una Sanità di Eccellenza con Attrezzature e Reparti all’avanguardia ai nostri concittadini ed ai tanti ospiti della nostra bellissima terra sarà anche da stimolo ai tanti giovani medici ed infermieri a venire e soprattutto rimanere nella Nuova Struttura Ospedaliera. Oggi è un Gran Giorno per la Penisola Sorrentina ed io sono particolarmente felice”.
Questo (ad inizio mese) il proclama social del Sindaco Vincenzo Iaccarino dopo l’incontro in cui il Presidente De Luca ha illustrato ai sindaci della Penisola, l’avvento dell’Ospedale Unico.
Lui è tanto abituato al fare, che già stava già inaugurando la struttura ed assumendo il personale che avrebbe fatto a gara per venire.
Invece?
Invece, le cose non stanno proprio così.
E tra le righe, lo si intuisce dall’ultimo post pubblicato dal Sindaco a corredo di una foto sull’ultimissimo summit sul tema, dove si legge della “preghiera” all’Impresa affinchè vengano svolte le verifiche “geologiche, urbanistiche e paesaggistiche per garantire che l’ospedale sia realizzato in condizioni di massima sicurezza”
Come, come?
Si parla di progetto esecutivo, si sventolano le foto con l’opera d’arte contemporanea che svetterà su Viale dei Pini, si parla di personale sanitario in arrivo e poi si fa “preghiera” di verficare cose che già dovrebbero essere state verificate?
Vuoi vedere che tra una foto e un proclama si son dimenticati di leggere le carte? E poiché, come si suol dire, “carta canta” mi è venuta la curiosità di dare un’occhiata:
Il 23 dicembre scorso, l’Amministratore unico della So.Re.Sa. – la società unipersonale che fa capo alla Regione Campania che si occupa, tra l’altro, anche della procedura relativa all’Ospedale Unico – ha adotttato una determina, la n. 383, con la quale ha affidato un incarico alla società “RTI MATE SOC. COOP.VA – CSPE – SOCIETÀ DI INGEGNERIA STUDIO TI S.R.L. INGEGNERIA & ARCHITETTURA – SACHA SLIM BOUHAGEB – G.I.A. CONSULTING – NURE SERVIZI INTEGRATI PER L’ARCHEOLOGIA – GREGORINI MATTEO – MASCOLO INGEGNERIA S.R.L.”, sulla base dell’offerta tecnica da questi presentata in gara, per un importo complessivo di € 3.077.209,77 e una riduzione di 48 giorni relativamente all’offerte temporale.
L’importo originariamente previsto a base d’asta era di € 5.641.081,15 ed i giorni prvisti sarebbero dovuti essere 240.
Insomma, l’incarico viene affidato con un bel risparmio, sia in termini economici che in termini temporali.
Ma cosa dovrà mai fare questa società dal nome chilometrico?
Ce lo spiega nel dettaglio il disciplinare di gara:
“Progettazione, Direzione dei lavori e Coordinamento per la sicurezza per la realizzazione del nuovo Ospedale unico della Penisola sorrentina e della Costiera Amalfitana”.
Si tratta, come si evince dallo stesso disciplinare, di un incarico a step.
Per prima cosa, quindi, viene richiesto uno studio di fattibilità tecnico ed economico elaborato da consegnare entro sessanta giorni dalla stipula del contratto.
L’importo previsto per tale lavoro era pari a euro 467.499,63, considerando il ribasso, ora, si dovrebbe attestare intorno ai trecento mila euro.
Cosa accade però se a seguito di questo studio di fattibilità si scopre che l’opera non si può realizzare, magari per motivi di natura geologica o paesaggistica o ancora urbanistica?
E’ ancora una volta il disciplinare a farcelo sapere.
“L’Amministrazione contraente si riserva, a valle degli esiti delle indagini e della redazione del progetto di fattibilità tecnica ed economica, la facoltà di non proseguire negli sviluppi progettuali successivi (definitivo ed esecutivo) liquidando al soggetto affidatario i soli corrispettivi maturati. Il soggetto affidatario, avendo conosciuto ed accettato tale clausola di esecuzione in sede di presentazione di offerta, si obbliga a non avanzare, in tale ipotesi, alcuna pretesa di qualsivoglia natura o richiesta per risarcimento danni o a qualsiasi titolo”.
E’ chiaro il concetto, no?
Se gli studi di fattibilità tecnici ed economici danno esito negativo, la società si prende i 300 mila euro e saluta tutti, altro che 240 posti letto in arrivo e medici ed infermieri che fanno a gara per vedere come venire a lavorare nell’Ospedale dei sogni.
Mentre la politica già dice di avere la bottiglia di champagne in fresco e le forbici fresche di molatura per il taglio del nastro, i tecnici ancora devono stabilire se l’ospedale si può fare oppure no!
Questa è la verità a dispetto dei proclami. L’unica che si legge nelle carte, in quelle carte che, ogni tanto tra un selfie ed un altro, ci si potrebbe anche prendere la briga di guardare!

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