Omaggio a Carosone di Peppe Servillo & Solis String Quartet

Renato Carosone è uno dei nomi più prestigiosi della canzone napoletana moderna, che con le sue opere ha consacrato Napoli a livello Internazionale. Peppe Servillo & Solis String Quartet, a  distanza di cinque anni dall’uscita di “Presentimento”, album con il quale, insieme al precedente “Spassiunatamente”, affrontarono con dovuto rispetto capolavori della canzone classica napoletana, annunciano l’arrivo per questa primavera di un nuovo album, questa volta dedicato ad un solo autore, il mitico Renato Carosone! Renato Carosone ovvero il musico dell’Arte sorridente, così lo definiva Peter Pancarré, è stato uno di quei cantanti napoletani senza i piedi incatenati al Vesuvio, senza il cuore pieno di mandolini, spaghetti, pizza, ‘o sole mio e bastimenti che partono pe’ tterre assai luntane. Lui, “faccia da oriundo argentino”, “musicista da tabarin di Montevideo” come lo definì Siro Ferrone, ha, invece disfatto e rifatto migliaia di volte la maschera a Pulcinella, con la grazia ineffabile, che hanno solo i bambini, si fece beffe della Tradizione, parodiando “in tempo reale” generi musicali e atteggiamenti à la page. Un genio di cui a torto la critica si è accorta tardi, un po’ quello che capitò a Totò, prima che Pasolini ne sbattesse in faccia al mondo la Bravura. Carosone è stato autore geniale di musica gioiosa, ricercatore di suoni inediti e raffinato arrangiatore. A questa mia breve riflessione aggiungo le parole ben più profonde di Peppe Servillo:”Si può prendere a prestito l’aria lieve e scanzonata di un autore profondo e romantico come Renato Carosone? È utile forse e necessario ora più che mai, non per incoscienza ma per amore di quella vita colorata, ironica, spassiunata che nel dopoguerra lui seppe cantare ed interpretare. Oltre i titoli famosi proporremo brani meno noti che ci raccontano un Carosone “altro “ sempre vitale anche nella narrazione d’amore. Come al solito nella versione sobria ed elegante dei Solis speriamo di far apprezzare in controluce la voce di un singolare autore italiano“. Mi piace mettere a corredo di questo mio breve articolo una vecchia foto del 2018, si celebrava “Radicamenti – La Festa della Seta“, l’ultimo atto di un’edizione tanto ricca quanto coinvolgente sempre con Peppe Servillo e i Solis String Quartet (Gerardo Morrone, Luigi De Maio, Antonio di Francia, Vincenzo di Donna) che si esibirono sulla vetta di Monte Cocuzzo davanti a tantissime persone. Vuole essere un mio personale augurio a tutti i musicisti perché al più presto possano tornare a offrire a noi tutti  appassiunatamente dal vivo  quest’arte sorda solo alla mediocrità. di Luigi De Rosa

Generico febbraio 2021

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