Meta, Luigi: un mistero lungo quattro anni

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Meta, Luigi: un mistero lungo quattro anni. A fornire tutti i dettagli è Salvatore Dare, in un articolo pubblicato sull’edizione odierna di Metropolis. Quattro anni. Quattro anni di domande senza risposte, dubbi, sospetti. Di indagini e ricerche che sinora hanno dato esito negativo. Quattro anni senza Luigi Celentano, il ragazzo di Meta scomparso dal 12 febbraio 2017. Da allora, silenzio e paura. Che fine abbia fatto quel ragazzo sorridente immortalato nelle foto ancora online su Facebook è un mistero. Luigi, detto “wi-fi”, fu avvistato l’ultima volta da uno zio di Vico Equense, da quella notte più nulla.

Lo scorso ottobre, attraverso le telecamere della trasmissione “Chi l’ha visto?”, è emerso un possibile avvistamento di Luigi al Nord. A Milano. Secondo Fulvia Ruggiero, la mamma del giovane, oggi ventiduenne, il ragazzo che viene visto fermarsi in un bar per consumare il caffè è proprio suo figlio. «E’ lui» la verità della signora Fulvia che non pare coltivare dubbi su quella segnalazione.

Luigi è scomparso dal 12 febbraio 2017. Nel cuore della notte, uscì di casa e raggiunse uno zio a Vico Equense. Stando alle indiscrezioni, era abbastanza impaurito. Poi andò via. Passò poco tempo e la madre decise di presentare una denuncia ai carabinieri. Fu il via all’inchiesta che continua a tambur battente nonostante la quasi certezza della fuga. D’altronde il ragazzo, all’epoca diciottenne, pochi giorni prima di sparire scrisse un post sul suo profilo Facebook abbastanza eloquente: «Io voglio tagliare la corda, più che volere tagliare il traguardo».

Il ragazzo, a detta della madre, era stato vittima di alcuni episodi di bullismo anche a Piano di Sorrento. Anzi, di peggio. Temeva di essere ucciso, sempre nella versione fornita dal genitore, chissà da chi e perché, come fu pure dichiarato ai microfoni di “Chi l’ha visto?”. Restano sul tavolo dei carabinieri alcuni elementi che inducono a pensare che quello di Luigi sia un allontanamento volontario. Oltre al post, pesa indubbiamente il ritrovamento della sim card del cellulare di Luigi: spezzata, rotta. Come chi non vuole utilizzare più il telefonino e non vuole essere rintracciato. Lo smartphone di Luigi risulta spento proprio dal 12 febbraio, mai un segnale o un contatto, neppure per un istante. Non si esclude nulla tanto che la Procura di Torre Annunziata ha acceso i riflettori ovviamente, come è d’obbligo, anche sulla sfera familiare del ragazzo.

Gli ultimi post risalgono a pochi giorni prima della sua scomparsa datata febbraio 2017. Sono un selfie e una frase in dialetto che, a rileggerla oggi, appare assumere un significato alquanto importante: «Fatevi un esame di coscienza, e poi bocciatevi». Da allora sono passati quattro anni. Ma di Luigi non ci sono tracce né indicazioni che possano consentire di risolvere il rebus. Eppure gli amici di Luigi e coloro che si sono interessati del caso attraverso i social network non smettono di chiedere un impegno costante nelle ricerche.

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