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Lettere da Piano di Sorrento – Ne valeva la pena?

LETTERE DA PIANO DI SORRENTO
“NE VALEVA LA PENA?”

Ora ce lo possiamo chiedere: “ne è valsa la pena di rottamare il Governo Conte?”
In un momento così critico per la persistenza della pandemia, per la crisi economica che ne è derivata, l’isteria di una compagine politica del 2-3% dei consensi, ha fatto saltare un Governo che, bene o male, ha funzionato ed ha incassato anche dei meriti, come quello di combattere, specie all’inizio, la pandemia, di riavvicinare il Paese all’Europa, sempre più lontana dal nostro orizzonte, specie dopo le esternazioni di un Salvini e di altri suoi colleghi antieuropeisti.
Un Governo che ha reso possibile lo stanziamento in nostro favore di ben 209 miliardi; che ha dato una svolta primaverile all’obsoleto mondo della politica nostrana, introducendo il reddito di cittadinanza, lotta alla corruzione, taglio dei parlamentari, ricostruzione in tempi brevi del ponte Morandi a Genova, che infine ha risvegliato le qualità e lo stile italiano da rispettare in Europa e nel mondo.
È chiaro vi sono stati anche degli errori, ma chi non ne commette quando opera e affronta problemi improvvisi, imprevedibili, come la pandemia che ci è cascata addosso all’improvviso.
Purtroppo il popolo italiano dimentica troppo presto, dimentica il malgoverno che ha preceduto Conte (Berlusconi e compagni), ha dimenticato che da sempre ci trasciniamo dietro un sistema sanitario, valido per certi aspetti (per esempio assistenza gratuita ai meno abbienti) ma che ha avuto sempre degli irrisolti problemi di organizzazione, di strutture ospedaliere (carenza di posti letto e di risorse e approvvigionamento), un paese che con tagli continui, riforme sbagliate od insufficienti ha portato la sanità come la scuola lontano dalla necessaria presenza dello Stato, abusando della trattativa privata con le conseguenze negative che tutti sappiamo. È utile aggiungere che non si è mai riusciti a portare avanti lo snellimento burocratico.
Ed allora se questa rottamazione del Governo Conte, preordinata da tempo, è servita per far fuori gli odiosi cinquestelle ed il loro punto di equilibrio, il Presidente Conte, quest’ultimo oggetto di invidia e gelosia per la sua cultura, la sua rappresentanza signorile, ebbene l’operazione è riuscita in pieno!
La congiura di palazzo aleggiava da tempo ed è poi esplosa per mano di Renzi che potremmo definire l’esecutore materiale (dietro gli interessi di Confindustria, delle banche, degli istituti finanziari, etc.) .
A differenza di Giulio Cesare che, traverso le pugnalate ricevute, conobbe tutti i congiurati, Conte ha intravisto soltanto Renzi, e forse non potrà mai conoscere tutti gli altri membri della congiura.
Il lungo applauso, però, del personale del palazzo che ha salutato l’uscita di Conte da Montecitorio, cancella il volto di quella politica malsana e lo colloca fra gli italiani degni di questo nome.

(avv. Augusto Maresca)

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