La rivista Quaderni Ticinesi pubblica un saggio di Valeria Bava e Antonio Vanacore foto

La Rivista scientifica “Quaderni ticinesi di Numismatica e Antichità Classiche”,  ha pubblicato lo studio di Valeria Bava e Antonio Vanacore,  sulle Erme di Ercolano conservate al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Valeria Bava e Antonio Vanacore, sono due giovani archeologi della Penisola Sorrentina, che hanno già al loro attivo importanti lavori di archeologia. Recentissima la loro pubblicazioni sull’acquedotto romano che attraversa la penisola e l’organizzazione di una serie di incontri di archeologia presso la Chiesa dell’Annunziata di Vico Equense. Insomma hanno tutte le prerogative, in gergo si dice , peso , misura e qualità, per raggiungere alti traguardi, che gli auguriamo!

estratto dell’articolo:

Valeria Bava – Antonio Vanacore

La Villa dei Papiri di Ercolano:  una possibile identificazione
per le due erme in bronzo conservate al Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Nel peristilio quadrato della Villa dei Papiri di Ercolano erano disposte in origine due erme
rappresentanti una figura maschile e una femminile, stanti l’una di fronte all’altra e oggi
conservate presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli. L’erma maschile, recante
un’epigrafe con il nome dello scultore, si differenzia da quella femminile anche per lo stile e
richiama il Doriforo di Policleto. Notevoli sono le somiglianze col cosiddetto «Doriforo di
Napoli», identificato di recente con un’altra opera di Policleto raffigurante Teseo armato di
spada. Questa identificazione con l’eroe ateniese fa senso se si ripensa anche al significato
proposto per l’erma femminile collocata difronte. Gli autori confutano l’interpretazione tradizionale come amazzone e, in particolare grazie alla capigliatura, mettono in evidenza i
parallelismi con le raffigurazioni di Fedra,moglie di Teseo e protagonista dell’Ippolito di
Euripide, dipinte già su crateri apuli delIV. sec. a.C.Il mito di Fedra ricorre anche in diversi
affreschi rinvenuti a Pompei ed Ercolano, compresa la stessa Villa dei Papiri, dove Fedra è
raffigurata con una postura del capo simile a quella dell’erma.
Il peristilio quadrato della Villa dei Papiri di Ercolano 1 , restituì un vasto repertorio scultoreo decorativo in bronzo e marmo. Tra i ritrovamenti archeologici furono scoperte in data 1753 2 , riportato dai diari di scavi, due erme in bronzo rispettivamente raffiguranti una donna e un uomo.
In particolare, l’erma femminile venne rinvenuta nell’angolo nord-ovest del peristilio e nell’angolo sud-ovest l’erma maschile, posizionate in pendant 3 . La collocazione contrapposta dei busti non è mai apparsa del tutto casuale, come
non sembra esserlo la scelta del restante apparato scultoreo della villa ormai da tempo al centro di numerosi studi. Le ipotetiche attribuzioni formulate fino ad oggi su entrambe le erme, NAC 49, 2020, 199 -214……..

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