I sindaci della Penisola sorrentina perderebbero al TAR come Scafati che sfiora i 500 contagi, siamo zona gialla per tutto e non per la scuola?

I sindaci della Penisola sorrentina perderebbero al TAR come Scafati che sfiora i 500 contagi, siamo zona gialla per tutto e non per la scuola? Da Sorrento a Massa Lubrense e Vico Equense stanno salendo i contagi da coronavirus Covid-19

Ma nessuno ha contagi così gravi come Scafati, ebbene il TAR ha dato ragione ai genitori, la “motivazione” se non scientifica e se Scafati non passa a zona rossa, cosa che non è, nonostante stia molto ma molto peggio della Penisola sorrentina, nessuna motivazione giustifica la chiusura delle scuole.

Vorremmo che i sindaci rivedessero, col dialogo, le proprie ordinanze, facendo riprendere le superiori in presenza, e non facessero altre ordinanze di limitazioni e chiusure delle attività didattiche.

Ma vi siete chiesti perchè De Luca ha passato la palla a voi? Già ha perso un ricorso al TAR, con possibile richiesta di risarcimento di danni da parte dei genitori, che la Corte dei Conti potrebbe chiedergli personalmente, e farebbe bene.

Chiudere la scuola è uccidere i nostri figli! Il rischio coronavirus Covid-19 non lo si deve valutare dalle mamme allarmate, ma da dati scientifici certificati dalle ASL, con l’Rt, con le percentuali su tutta la popolazione scolastica, con riferimenti e dati matematici, non altro, gli atti vanno motivati su base scientifica.

Ora Draghi parla di far recuperare anche fino a giugno chi ha fatto la DAD,  per noi paesi turistici una tragedia, a Napoli e anche a Salerno, paese di De Luca , non hanno chiuso, la Campania è la regione che ha fatto meno di tutti in quanto a presenza per la scuola,  qui in Penisola sorrentina meno di tutti ancora, con un bel “laviamocene le mani”, basandosi su note delle dirigenti scolastiche o lettere di studenti, ma non sulle autorità sanitarie scientifiche, uniche che avrebbero potuto legittimamente “motivare” le chiusure, perchè altrimenti facciamo come al bar , tizio ha detto, caio ha fatto la lettera, oppure come i cittadini che fanno le foto sulle spiagge affollate, foto che non rappresentano una realtà, visto che le prospettive possono cambiare totalmente i fatti veri, si prendono decisioni.

In Penisola sorrentina stanno tutti, o quasi, bene. Ma in altre realtà ci sono famiglie che vivono in un unico ambiente, possiamo immaginarci i figli che didattica fanno, senza computer buoni, senza linea buona, con genitori che magari speravano nella scuola per far evolvere i propri figli, che non sono in grado di assisterli, le conseguenze si possono immaginare, ma diceva mia nonna “U sazio nun crer u riuno”, per dirla il ricco, che fa una bella e comoda DAD, non capisce come soffre il povero con questa DAD.

Danni culturali enormi, educativi, didattici, ma anche fisici, la salute è peggiorata per chi fa la DAD, certificata da oculisti, posturologi e quant’altro, per non parlare dei danni psichici e sociali.

Ovviamente il mercatino va bene aperto, i ragazzi si possono riversare in strada, sotto gli occhi di tutti, ma la scuola no, va chiusa e basta.

Dove stanno i dati scientifici? La percentuale dei contagi nelle scuole deve essere valutate dalle statistiche non dai titoloni dei giornali ( ahimè compreso il nostro che riprende le notizie ), chi amministra dovrebbe agire in maniera razionale, non sulla base di mamme impaurite ( ricche con case ampie e possibilità di avere una buona linea internet con buoni computer e stare al caldo delle case, non vi ricorda qualcosa?, ndr ) , di note delle dirigenti scolastiche, sulla base delle quali bisognerebbe intervenire con screening ed aumentare i controlli.

Ebbene si chiarisca una cosa una volta per sempre, se si è zona “gialla” si è zona “gialla” e stanno aperti tutti, comprese le scuole, se si è zona “rossa” certificata  ( quindi con i dati scientifici, e non le chiacchiere da bar, le lettere delle dirigenti e degli studenti , legittimamente preoccupati, ai quali van date risposte in termini di sicurezza, non di chiusura, ndr )  allora sic chiude.

La battaglia contro i contagi ed il coronavirus nella scuola, diventa sempre di più una battaglia anche amministrativa, ed è in quest’ambito che sicuramente va combattuta, se i genitori ci tengono. A meno che i sindaci , valutata opportunamente la cosa, in via di autotutela, decidano di revocare l’ordinanza e far tornare i nostri ragazzi a scuola, evitando, speriamo , altri danni e il rischio di stare in aula fino a giugno luglio come vorrebbe Draghi.

L’ultimo colpo di scena arriva da Scafati dove il sindaco Cristoforo Salvati, per timore della crescita dei positivi, aveva chiuso fino al 20 febbraio prossimo tutte le scuole.

Puntuale è arrivata su ricorso di un gruppo di cittadini la sentenza del tribunale amministrativo regionale che invece accoglie l’istanza dei genitori e chiede al Sindaco di rivedere la sua scelta. Il provvedimento ha efficacia immediata: saranno i dirigenti a valutare se vi sono le condizioni per aprire già domani.

Come si legge nella sentenza, le motivazioni fanno riferimento al fatto che nell’attuale contesto pandemico, il potere dell’Autorità centrale di adottare misure di precauzione e contenimento del contagio deriva direttamente, sul piano legislativo, dalla configurazione della profilassi internazionale come materia di competenza esclusiva dello Stato e, sul piano amministrativo, dall’applicazione del principio di sussidiarietà in base al quale deve ritenersi giustificata e consentita, trattandosi di emergenza a carattere internazionale, che l’individuazione delle misure precauzionali sia operata al livello amministrativo unitario, conseguentemente, il bilanciamento tra le esigenze imposte dalla necessaria tutela dei diversi interessi coinvolti di pari rango costituzionale spetta, sulla base della legge, all’autorità amministrativa statale e le Autorità regionali (e comunali) non possono adottare, nell’esercizio dei poteri straordinari loro riconosciuti dall’ordinamento, misure più restrittive se non sulla base di motivate ed ineludibili evidenze scientifiche, riferite ad un particolare ambito territoriale o ad uno specifico settore di attività.

Considerato che la Regione, con l’Atto di richiamo del 28 gennaio 2021, pur rilevando, a seguito di segnalazione dell’Unità di Crisi regionale, un aumentodei contagi in ambito scolastico in concomitanza con la ripresa in presenza delle attività didattiche della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado, non ha tuttavia compresso o limitato la disciplina specifica di tali attività didattiche, limitandosi a fornire raccomandazioni ai Dirigenti scolastici sulle cautele da adottare, Il Tar ha deciso di accogliere la richiesta e adunque sospeso l’ordinanza. Una scelta questa che sarà determinante anche per altri comuni dove i sindaci sono fortemente combattuti sull’aumento dei contagi la paura delle famiglie e la presenza nelle aule scolastiche.

Non invitiamo i genitori a fare ricorso al TAR, ma i sindaci ha revocare le ordinanze di chiusura fino a fine febbraio o perlomeno a non far più limitazioni che noi, e i giuristi con noi, ritengono illegittime, se non supportate da dati scientifici .  La legge è uguale per tutti, perchè chiudere solo le scuole ?

Commenti

Translate »