Finisce con un batti e ribatti tra le società il derby campano tra Nocerina e Afragolese

Quest’oggi in campo per la quindicesima partita di campionato: finisce 2-0 per i molossi il derby Nocerina-Afragolese ma con tanstissime polemiche tra le due società. Duro il comunicato dell’Afragolese, al termine della sfida, che accusa gli avversari di un’accoglienza non amichevole. “Vergognoso, disonorevole, scandaloso. L’Afragolese 1944 oggi ha ricevuto un’accoglienza a dir poco immorale ed indecente. L’episodio nasce dalle disposizioni covid-19 dettate dal regolamento FIGC. Ci recavamo presso lo stadio, calciatori, staff tecnico e dirigenti. Esattamente in 41 unità. L’ultimo ad essere arrivato, presso lo stadio, è stato il nostro Presidente, Raffaele Niutta, rimasto purtroppo alla porta. Inutile richiedere l’intervento del Presidente della ASD Nocerina Calcio 1910. Nel mentre, un membro della società rossonera, esclamava ai dirigenti presenti: “Uscite uno di voi e fate entrare chi volete”, alla richiesta di questi ultimi di intervenire affinché mediasse con le autorità competenti. Contestualmente contavamo più di 40 persone per la squadra che ci ospitava, tra cui alcune unità della tifoseria locale. Potremmo aggiungere altro, come la discriminazione territoriale che ci è stata attribuita da un membro della società Asd Nocerina, ma veli pietosi da stendere non ce ne sono rimasti. Resta il grande rispetto, che la Nostra Società tutta, ha sempre nutrito per le immense e grandi dirigenze passate della Nocerina, che vanterà per sempre una Gloriosa Storia. Tanto dovevamo per opportuna conoscenza”. Non si fa attendere la risposta dei campani della provincia di Salerno che comunicano: “In merito ad una nota, senza firma, apparsa sui canali social della società Afragolese, si precisa quanto segue: alla scrivente società è arrivata una lista di 45 nominativi tra tesserati, dirigenti e collaboratori, quindi superiore alle norme della Lnd in vigore normalmente per le partite a porte chiuse e tassativamente in fase di pandemia. Tali norme, ovviamente a conoscenza delle forze dell’ordine, che sono chiamate a farle rispettare, hanno causato l’intervento obbligato dei rappresentanti del Commissariato di Pubblica Sicurezza al raggiungimento del numero delle 40 unità previste. La scrivente società organizza le partite casalinghe in stretto contatto con le Forze dell’Ordine e nel rispetto dei regolamenti federali, in nessun modo consentendo l’ingresso di tifosi sugli spalti per assistere a tali eventi a porte chiuse, limitandosi a concedere accrediti stampa e per il personale indispensabile alla diretta web e all’organizzazione dell’incontro. In merito al citato non ingresso del presidente della società Afragolese, si precisa che dal numero 41 in poi nessuno è stato fatto entrare dalle forze dell’ordine, indipendentemente dalla carica o dalla mansione rivestita, anzi con il placet delle stesse a fare entrare comunque il presidente però nell’ambito di 40 e non oltre persone (quindi con l’uscita di qualche accreditato già entrato) a dimostrazione della regolarità del comportamento del club rossonero e, forse, dell’improvvida decisione altrui di non inserire il nominativo del presidente tra i primi 40 nominativi. Inoltre si sottolineano le pressioni indebite, ricevute telefonicamente nei giorni scorsi, da persona che figura nell’organigramma dell’Afragolese, società che rispettiamo comunque, per trasmettere la partita in chiaro e per richiedere il via libera a dubbi accrediti stampa. In quanto alle espressioni presunte di discriminazione territoriale, tutti possono testimoniare che non appartengono al nostro stile e nemmeno al nostro comportamento, nella vita e nello sport. Nelle prossime ore, pur nel rispetto delle norme sulla privacy, la scrivente si riserva di pubblicare l’elenco dei nominativi inviati dalla società ospitata, per dare a tutti la possibilità di constatarne il numero elevato richiesto”.

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