Dragaggio al porto di Salerno, l’accusa: sabbia scaricata a Erchie (Maiori)

Costiera amalfitana. Il dragaggio del porto di Salerno è quasi terminato ma ora esplodono le polemiche sugli sversamenti della sabbia aspirata dai fondali e rigettata in mare. Ad accendere la miccia è l’associazione “Figli delle Chiancarelle” che avanza una serie di dubbi sulla correttezza delle procedure. Dubbi che non sono condivisi dal segretario generale dell’Autorità portuale, Francesco Messineo.

Lo sversamento in Costiera. A finire nel mirino lo sversamento dei sedimenti in Costiera amalfitana. «Per più volte al giorno – evidenzia il gruppo delle Chiancarelle – la draga Brueghel ha lasciato il porto per recarsi al largo di Erchie e scaricare a mare tutto il materiale scavato. Per molti si tratta di sabbia da portare al largo. In realtà sui fondali di un porto si sedimenta di tutto: rifiuti disomogenei quali catene, cavi di acciaio e di nylon, reti da pesca, legno, plastica, copertoni di auto, accumulatori e tanto altro ancora oltre ai fanghi contenenti grosse quantità di idrocarburi altamente inquinanti che probabilmente andrebbero smaltiti diversamente». «Sicuramente aggiungono – ci sarà stata una qualche autorità ad aver autorizzato l’immersione in mare, in quel punto, del materiale derivante dalle operazioni di scavo ma lo stato dell’arenile di Santa Teresa dopo qualche mareggiata non ci tranquillizza». A non essere chiaro all’Associazione, è anche la scelta di sversare in acqua a poco più di 200 metri di profondità. «Sul progetto definitivo – fanno notare – si parlava di una profondità di 500 metri. E anche questo particolare lo verificheremo accuratamente». Ecco perché chiedono l’intervento del futuro ministro dell’Ambiente «a tutela della Costiera».

La risposta di Messineo. Nessuna stranezza, ribatte Messineo: «Le draghe – spiega il segretario generale dell’Authority – possono aspirare soltanto sabbia. Tutti i rifiuti presenti sul fondale del porto sono stati preventivamente rimossi con i pontoni attrezzati con benne mordenti e i rifiuti raccolti sono ovviamente stati smaltiti in discarica autorizzata a terra. In ogni caso, all’imboccatura dei tubi aspiranti delle draghe sono installate delle griglie proprio per impedire che i rifiuti grossolani possano essere aspirati». Inoltre, «il materiale che viene bloccato dalle griglie viene raccolto e portato a sua volta in discarica autorizzata a terra». «Nel porto – aggiunge – sono completamente assenti fanghi contenenti grosse quantità di idrocarburi altamente inquinanti. I fondali del nostro porto sono solo sabbiosi e le sabbie sono state caratterizzate col prelievo di centinaia di campioni. La caratterizzazione è stata fatta dalla Stazione Zoologica di Napoli “Anton Dohrn”, con la supervisione di Arpac. E le analisi hanno dimostrato l’assoluta assenza di inquinanti». Messineo non nega che tra i punti di sversamento sia compresa anche una zona di fronte a Erchie. «L’area è di forma quadrata – sottolinea – e ha una superficie di circa 55 chilometri quadrati che equivalgono a 55 milioni di metri quadrati. Il vertice più a nord si trova all’altezza di Erchie e, dunque, la sabbia è stata sversata anche lì. Ma, secondo quanto stabilito, è stata obbligatoriamente distribuita in tutto il sito, in modo da evitare la formazioni di cumuli sul fondale marino ».

Il dragaggio al porto. I lavori di escavo dei fondali del porto oramai sono alla fase conclusiva. La quantità di sabbia dragata è pari a 3 milioni di metri cubi, col risultato di aver portato il fondale ad una profondità di 14,50 metri. L’iter dell’opera iniziò nel 2012, quando la Regione diede il via libera. Nel 2013 venne approvato il progetto definitivo e nel 2017 la commissione ministeriale di Valutazione d’impatto ambientale subordinò l’autorizzazione all’immersione in mare dei sedimenti dragati ad una serie di prescrizioni.

Fonte: La Città di Salerno

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