Dott. Giuseppe Gagliano della Confcommercio sul turismo: dalle crisi possono scaturire grandi opportunità

Riportiamo l’interessante intervento del Dott. Giuseppe Gagliano, Presidente del Mandamento Metropolitano di Salerno presso la Confcommercio Campania.

In settimana c’è stato il primo discorso di Mario Draghi in Parlamento. Un discorso intenso, seppur nello stile asciutto ed istituzionale che è da sempre la cifra stilistica del neo Presidente del Consiglio dei Ministri. Un discorso di reale buon senso, a mio modesto parere. Io però tra i tanti temi trattati voglio estrapolare il momento in cui parla di turismo, e lo fa con le seguenti parole: “Anche nel nostro Paese alcuni modeli di crescita dovranno cambiare. Ad esempio il modelo di turismo, un’attività che prima della pandemia rappresentava il 14 per cento del totale delle nostre attività economiche. Imprese e lavoratori in quel settore vanno aiutati ad uscire dal disastro creato dalla pandemia. Ma senza scordare che il nostro turismo avrà un futuro se non dimentichiamo che esso vive della nostra capacità di preservare, cioè almeno non sciupare, città d’arte, luoghi e tradizioni che successive generazioni attraverso molti secoli hanno saputo preservare e ci hanno tramandato”.

Ecco, io qui mi trovo in totale sintonia. Ne è prova e testimonianza l’hashtag che ormai da tempo caratterizza la comunicazione di Federalberghi Salerno: #ospitalitàebellezza. Le parole del Primo Ministro esprimono concetti quasi ovvi, talmente evidenti da essere stati trascurati per lunghi anni, così che pronunciarli ha fatto sembrare Draghi, è una mia personale impressione, un alieno venuto da un qualche pianeta lontano. Non so se il vento della politica è cambiato, staremo a vedere. Però se, come dice la saggezza popolare, “Il buongiorno si vede dal mattino”, allora siamo sulla strada giusta.

Ma va precisato che il percorso intrapreso deve perseguire un obiettivo ben preciso: al centro di qualsiasi ragionamento vanno messi i clienti. Perché ci sia un cambio di passo, e perché questo sia efficace, è necessario che alla base di tutte le strategie e le conseguenti decisioni ci sia la cultura dell’accoglienza. Coinvolgere gli operatori, i cittadini e le altre componenti di una destinazione, tutte mosse da un sincero spirito di accoglienza, può fare accrescere il livello della qualità percepita delle esperienze vissute dai clienti ed è certamente un fattore critico di successo. Nell’era in cui il passaparola, grazie alle opportunità concesse dal digitale, riesce ad essere più efficace della pubblicità tradizionale, clienti soddisfatti possono comunicare con facilità la loro esperienza ad altri clienti, alimentando quel circolo virtuoso che può determinare il successo di una destinazione turistica.

Dalle crisi possono scaturire grandi opportunità: alla base del “Next Generation UE” per la ripartenza post Covid c’è la transizione digitale. Significa che investimenti in trasformazione digitale dovranno assorbire almeno il 50% delle risorse stanziate dall’Unione Europea. Nel settore turistico, dove il viaggio viene e verrà sempre effettuato in presenza, il digitale non può sostituirsi all’esperienza stessa ma può essere quel prezioso alleato che supporta il cliente per meglio conoscere e fruire i servizi e le attrazioni disponibili nel territorio prescelto per le vacanze.

Perché torni in fretta ai fasti degli scorsi anni, il turismo italiano necessita di particolari condizioni sociali ed economiche, frutto anche di scelte politiche che possano determinare un contesto favorevole. Se mancherà la visione strategica sarà difficile per l’Italia competere con Paesi che, al contrario, compiono scelte coerenti con la volontà di investire nello sviluppo turistico delle loro destinazioni. E di sicuro, in un approccio strategico, non si può decidere da mane a sera di deliberare una zona arancione o rossa senza dare la possibilità agli operatori professionali del settore ricettivo e ristorativo di organizzare le loro attività. Ma siamo all’inizio del percorso… lasciamo aperto il credito e investiamo in fiducia.

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