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Crollo al cimitero di Camogli, la procura apre un’inchiesta per frana colposa. Difficile il recupero delle bare finite in mare

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Crollo al cimitero di Camogli, la procura apre un’inchiesta per frana colposa. Difficile il recupero delle bare finite in mare.

Dopo il crollo di una parte del cimitero di Camogli, la procura di Genova ha aperto un’inchiesta per frana colposa. Si indaga sugli allarmi e sulle ordinanze del Comune che segnalavano le criticità. Nel mirino anche i lavori in corso. Il tratto d’acqua limitrofo al crollo è stato delimitato dalla Capitaneria. Il fascicolo è stato affidato al procuratore aggiunto Paolo d’Ovidio e al pm Fabrizio Givri, le indagini ai carabinieri di Santa Margherita Ligure.

Intanto si preannunciano tempi lunghi per l’attività di recupero deferetri scivolati in mare. Dopo una prima analisi dei tecnici, l’assessore alla protezione civile di Regione Liguria Giacomo Giampedrone e il sindaco di Camogli Francesco Olivari hanno fatto il punto della situazione. Due azioni contemporanee saranno messe in atto: “Dobbiamo operare con estrema delicatezza come se ci fossero persone vive ancora sotto – ha detto Giampedrone – la prima sarà la demolizione dei loculi ancora in bilico sul costone con traslazione dei feretri interessati, contemporaneamente lavoreremo con un pontone da mare e ogni giorno emetteremo come Protezione Civile un bollettino da condividere con tutti gli operatori. È una situazione estremamente complessa perché la falesia è ancora pericolosa e non possiamo mettere in pericolo gli operatori”. A preoccupare i tecnici anche lo sperone di roccia a levante del cimitero dove insiste il belvedere mentre al momento la situazione delle abitazioni a ponente “non è peggiorata” ha detto Giampedrone. Il sindaco Olivari attraverso gli uffici comunali attiverà le procedure di somma urgenza per l’assegnazione dei lavori a mare e a terra. La protezione civile ha anche attivato un servizio di supporto psicologico per i familiari dei feretri coinvolti.

“Nella parte altadella falesia – ha detto Giampedrone – ci sono volumi in equilibrio precario su cui insistono alcune cappelle del cimitero e alcuni loculi che vanno demoliti in sicurezza. Vi è poi il tema della strada che è al limite della zona interessata dal dissesto, su cui non sono stati riscontrati particolari problemi. Partiremo con il recupero immediato delle salme. Servirà un ulteriore monitoraggio per capire lo stato del cuneo roccioso e anche un monitoraggio in continuo per realizzare interventi nella massima sicurezza”. “La giornata – ha spiegato l’assessore regionale – è servita a mettere in campo tutte le azioni possibili che riguardano tre settori: la prima è un’operazione di recupero a mare di quanto è recuperabile, con l’ausilio di un pontone con ditte specializzate che individueremo, e un monitoraggio continuo delle condizioni meteo-marine perché il fattore tempo e l’elemento meteo non sono secondari. Questo non potrà essere un lavoro capillare fino a che lo smontaggio di ciò che è appeso nel cimitero tra le parti pericolose e pericolanti non sarà fatto”. Giampedrone ha sottolineato quanto è importante capire la stabilità dello sperone nella parte di levante della frana. “In quest’opera – ha detto – ci aiuterà anche la Fondazione Cima, braccio operativo del dipartimento nazionale di protezione civile, insieme all’Università di Firenze che abbiamo attivato con il dipartimento nazionale”.

La mattinata dei cittadini davanti al Comune

Intanto, i familiari che avevano i loro cari sepolti nei loculi scivolati in mare si sono recati questa mattina davanti al Comune per chiedere notizie. Si registrano anche polemiche: in molti ricordano che la presenza di crepe e di “segnali” era stata denunciata da tempo.

Il sindaco di Camogli Francesco Olivari ha incontrato anche i cittadini: “Da domani vi riceveremo uno alla volta, metteremo a disposizione un numero di telefono dedicato”.

Delle dieci salme ripescate ieri in mare cinque sono state riconosciute. “Siamo pronti anche al test del dna se necessario, attiveremo un servizio di supporto psicologico per chi è stato colpito da questa tragedia che coinvolge tutta la nostra comunità”: ha aggiunto Olivari.

Intanto, sono riprese questa mattina le ricerche dei feretri trascinati ieri in mare dalla frana. I sommozzatori dei vigili del fuoco sono tornati nello specchio d’acqua antistante la falesia crollata dopo la sosta forzata notturna: sono circa duecento i feretri dispersi, di cui una decina già recuperati ieri e 5 identificati. Stamane un’altra bara è stata recuperata. Tutti i feretri finora trovati sono al momento conservati “in una struttura sicura, al Cimitero Centro”, come spiegato dal sindaco Francesco Olivari.

Già allestite anche le tende di protezione civile che ospiteranno gli altri resti, in attesa di una nuova sistemazione definitiva. Sono partiti anche i sorvoli con i droni per permettere ai geologi di sondare la zona interessata dal crollo e valutare il rischio di nuovi movimenti.

Il numero verde per il sostegno psicologico

Per supportare le famiglie coinvolte nel crollo della falesia del cimitero è disponibile uno sportello di sostegno psicologico contattando il numero 0185 729081. Da mercoledì 24 febbraio il sindaco Olivari incontrerà le famiglie. Per prenotare l’appuntamento bisogna telefonare al numero 0185 729023.

Fonte il secolo xix

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