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Costiera amalfitana sul Covid approccio “individualistico e campanilistico”, Russomando risponde ad Amalfitano

Costiera amalfitana sul Covid approccio “individualistico e campanilistico”, Russomando risponde ad Amalfitano
Caro Direttore,
ho letto la riflessione di Secondo Amalfitano dal titolo “Dopo un anno di pandemia …… oggi come ieri”.
Mi sento di condividerla perché ad una osservazione attenta di quello che la pandemia sta provocando in tutti i Comuni della costiera e di come ciascun Sindaco sta reagendo si arriva alla conclusione che effettivamente l’approccio “è rimasto individualistico e campanilistico”, a fronte di una “intensa mobilità interna” e con il nemico virus che “utilizza il corpo umano come unico mezzo di locomozione e di diffusione”.
Mi permetto, perciò, di aggiungere che non c’è alcuna logica ed il continuare ad andare in ordine sparso non aiuta per niente.
Per provare a semplificare, diciamo che i Sindaci rappresentano il terzo livello, dopo il Governo e la Regione, in cui si prendono decisioni per limitare, sul piano preventivo, la diffusione dei contagi.
In particolare, i fronti sono fondamentalmente tre:
– misure di ulteriori chiusure;
– tamponi;
– buon isolamento dei positivi.
Bene, se da un lato si osservano i numeri dell’evoluzione dei contagi in ogni singolo Comune e dell’altro le misure restrittive che sono state adottate di volta in volta, si capisce chiaramente che le decisioni non hanno seguito alcun filo logico, in tutti i sensi.
Innanzitutto, dal punto di vista della “asprezza” delle misure adottate rispetto agli indicatori a disposizione (numero dei contagi in percentuale rispetto alla popolazione, numero dei contagi in rapporto ai tamponi effettuati, rapporto tra sintomatici ed asintomatici, ecc.).
Significativo a questo riguardo è il confronto tra i numeri e la successione cronologica dei contagi a Cetara ed a Ravello e le relative misure adottate nei due singoli Comuni.
Poi, anche sulla tipologia delle misure adottate abbiamo assistito a tutto ed al contrario di tutto.
Un solo esempio: chiusura di Chiese e cimiteri.
Dopo un processo di imitazione reciproco da parte di quasi tutti i Sindaci, nell’ultima Ordinanza, quello di Maiori, finalmente avrà compreso e non è andato più in questa direzione.
Ma, pure sul fronte dei tamponi e dell’isolamento dei positivi ho la chiara sensazione che si sia andati in ordine abbastanza sparso.
Esisterà pure un qualche criterio di numero di tamponi da effettuare in rapporto al numero di abitanti?
Per questo motivo, visto che la pandemia non è per nulla alle spalle, ed i tempi per il raggiungimento dell’immunità di gregge attraverso il vaccino appaiono ancora lunghi, mi sento di dire che la cosa più auspicabile, tanto per iniziare, sarebbe quella di stabilire dei criteri unici validi in tutti i Comuni rispetto alle “chiusure”.
Poi, per quanto concerne i tamponi, credo che sia più che mai necessario ipotizzare, come ho già avuto modo di dire nella Lettera aperta al Sindaco di Minori, la creazione di singoli Centri comunali per pianificare l’effettuazione quotidiana, in via preventiva, di un numero prestabilito di test.
Infine, sull’isolamento dei positivi credo che, se davvero si vuole provare a fare di tutto per evitare la persistenza continuativa dei contagi nelle nostre comunità, bisogna assolutamente agire in maniera più efficace anche su questo fronte.

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