Cosa è il Cretacico o Cretaceo?

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Cosa è il Cretacico o Cretaceo?

Nella scala dei tempi geologici, il Cretacico o Cretaceo, corrisponde al terzo e ultimo periodo dell’era Mesozoica. È compreso tra 145,5 ± 4,0 e 65,5 ± 0,3 milioni di anni fa (Ma), preceduto dal Giurassico e seguito dal Paleogene, il primo periodo della successiva era Cenozoica o Terziaria.

Per la sua durata, di circa 80 milioni di anni, è il più lungo periodo dell’eone Fanerozoico ed è anche più lungo dell’intera era successiva del Cenozoico, il quale include il periodo attuale. Viene comunemente suddiviso in due epoche, il Cretacico inferiore e il Cretacico superiore. Questo periodo inizia dalla comparsa dell’ammonite Berriasella jacobi e termina in corrispondenza dell’anomalia dell’iridio associata all’estinzione di massa di numerosi organismi marini (foraminiferi e nanofossili calcarei) e terrestri (dinosauri non aviani).

Il termine Cretacico deriva dal latino creta, e fu definito come periodo indipendente dal geologo belga Jean d’Omalius d’Halloy nel 1822 basandosi sugli strati di chalk, il calcare bianco della depressione di Parigi, un deposito esteso e molto ricco di fossili, che caratterizza il Cretacico superiore.

La base dell’intero periodo Cretacico, coincide con quella del Cretacico inferiore e del suo primo stadio, il Berriasiano, e viene tradizionalmente posta alla prima comparsa negli orizzonti stratigrafici della specie ammonitica Berriasella jacobi, anche se questo limite non è ancora stato ufficialmente ratificato.[3] Altri candidati per la definizione della base dello stadio sono la base della cronozona magnetica M18r e la base della zona B dei Calpionellidi. Il GSSP, il profilo stratigrafico di riferimento della Commissione internazionale di stratigrafia, non è ancora stato fissato (2010), anche se sono in corso discussioni per arrivare ad una corretta definizione del passaggio tra Giurassico e Cretacico.

La sezione di riferimento per il limite superiore è localizzata a El Kef, in Tunisia, in corrispondenza di un livello argilloso. In ambiente italiano, un’importante sezione per questo limite è quella della Gola del Bottaccione, vicino a Gubbio, dove, all’interno della formazione della Scaglia Rossa è stata individuata per la prima volta l’anomalia dell’iridio che si ritiene associata all’impatto meteoritico di Chicxulub.

La sua lunghezza e varietà negli eventi che si verificarono nella sua durata ne fanno uno dei più interessanti della storia della Terra. Entrambi i suoi limiti sono oggetto di discussione per ragioni di ordine stratigrafico, meno discussi sono i piani in esso distinti. Inoltre non viene utilizzata una suddivisione in sottoperiodi, ma una semplice separazione in “superiore” ed “inferiore”, mentre l’utilizzo del Cretacico medio è caduto di in disuso ed i piani in esso contenuto sono stati inclusi nei sottoperiodi ancora in auge.

Il limite Giurassico-Cretacico è individuabile solo in depositi marini continui con sedimentazione di organismi pelagici, vale a dire per mezzo delle ammoniti e delle calpionelle o di entrambe, mentre non è facile ubicarlo in serie di tipo epicontinentale. Il limite Cretacico-Terziario (K-T) è qui considerato coincidente con il limite fra i piani Maastrichtiano e Daniano, secondo le vedute accettate dalla maggioranza degli stratigrafi moderni, anche se la posizione del Daniano (dai più incluso nel Cenozoico) è tutt’oggi fonte di discussione.

La discontinuità più marcata è quello osservabile fra i foraminiferi planctonici, con la scomparsa simultanea a livello mondiale di una gran parte di generi e specie presenti nel Maastrichtiano, nessuna delle quali sopravvisse nel Daniano. Sulle terre emerse invece, ebbe risalto la scomparsa dei grossi rettili, principalmente i dinosauri non aviani, l’estinzione di massa probabilmente più famosa e radicata nella cultura media, anche se non la più importante. Discontinuità faunistiche altrettanto marcati si osservano nel nanoplancton, nelle rudiste e soprattutto nelle ammoniti, linea evolutiva che qui si interrompe irreversibilmente, come a segnare la fine del Mesozoico.

 

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