Coordinamento scuole aperte: ”Campania, troppo allarmismo sui contagi”

CampaniaRiceviamo e pubblichiamo una lettera del Coordinamento scuole aperte correlata ai dati pubblicati ieri della Regione Campania.

Dalla lettura dei dati pubblicati stamattina sulla pagina delle Regione Campania si evince che i dati smentiscono la comunicazione allarmistica fatta negli ultimi tempi sui contagi nelle scuole. Innanzitutto, al contrario di quanto ci si possa aspettare leggendo il titolo, i dati non riguardano specificatamente la situazione epidemiologica del contesto scolastico campano, ma vengono invece riportati i dati dei contagi di tutte le fasce d’età nei comuni dove l’incidenza della circolazione del virus supera la media regionale.

Del resto non vengono riportati i dati ad esempio di tutti i capoluoghi di provincia, eccetto Salerno. Ciò vuol dire che il report non illustra la situazione dei contagi in generale, men che meno di quelli scolastici, in un’enorme porzione della popolazione campana, vale a dire quella dell’area metropolitana di Napoli, ma anche di altre tre grandi città campane come Caserta, Avellino e Benevento. Ci chiediamo dunque quale sia la ratio di titolare “Dati sull’andamento dei contagi nelle scuole” quando invece il contenuto della relazione e delle tabelle allegate è tutt’altro.

Come se non bastasse il titolo induce i lettori in errore anche perché questa raccolta di dati non dimostra nella maniera più assoluta che i positivi delle fasce in età scolastica si siano contagiati a scuola o al contrario in qualunque altro luogo da loro frequentato, come conferma ad esempio l’analisi della fascia 14-19 anni a partire dal 25 gennaio, rientrati in aula solo a partire dal 1° febbraio, al 50% e per giunta a macchia di leopardo. Per poter quindi parlare con cognizione di causa di “andamento dei contagi nelle scuole” occorrerebbe pubblicare i report dei contagi avvenuti in aula, registrati in ogni istituto scolastico a partire dalle singole date di apertura dei vari gradi e considerando i tempi di incubazione del virus.

In ogni caso, a leggere bene le tabelle allegate, non solo non si riporta il numero dei positivi sul totale della popolazione di quel determinato contesto (impedendoci così di poter ottenere una percentuale), ma salta subito all’occhio che in ogni comune, nelle fasce d’età che riguardano bambini e ragazzi che costituiscono la popolazione scolastica, i positivi accertati sono pochi rispetto alle fasce d’età successive, a riprova che tra i giovanissimi il contagio è evenienza più rara rispetto alla popolazione che va dai 19 anni in poi. A tutto questo dobbiamo poi aggiungere un’altra riflessione: attualmente la scuola risulta essere il luogo in cui all’accertamento di un positivo seguono più misure correlate (tamponi e quarantene) che altrove e nonostante ciò il rapporto tra tamponi eseguiti e positività riscontrate è tra i più bassi.

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