Catellammare di Stabia, un porto green per sognare le crociere

Catellammare di Stabia, un porto green per sognare le crociere. Tutti i dettagli in un articolo a firma di Tiziano Valle nell’edizione odierna di Metropolis. Un porto green, capace di garantire l’alimentazione elettrica alle navi in sosta e ridurre le emissioni di anidride carbonica. Un progetto che andrebbe a incidere anche sulla sostenibilità ambientale e aprirebbe a prospettive di sviluppo nel settore dei collegamenti via mare, aumentando la competitività dello scalo stabiese. Legambiente ha presentato ieri le osservazioni al Recovery Plan del Governo, che non convince chi si batte per uno sviluppo sostenibile, mettendo sul tavolo la proposta di finanziare 170 opere con i fondi che dovranno arrivare dall’Europa.

Il dossier sarà lanciato quest’oggi a livello nazionale e tra i progetti che secondo Legambiente devono avere priorità c’è appunto l’elettrificazione dei porti di Napoli, Castellammare di Stabia e Salerno, che rientrano nell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Tirreno Centrale. Non si tratta di un progetto nuovo, ma come spesso accade di uno di quelli che vengono messi nel cassetto e poi finiscono nel dimenticatoio. Nel 2017 l’Autorità Portuale s’è impegnata con l’Unione Europea a realizzare il programma “Cold Ironing”, ossia l’elettrificazione dei porti di competenza per percorrere la strada della sostenibilità delle attività economiche. Ma da allora non si sono registrati passi in avanti, a parte uno studio di fattibilità per il porto di Salerno.

Per Legambiente però quel progetto rappresenterebbe una vera e propria svolta, non solo per la lotta all’inquinamento.

Garantire alle navi in sosta negli scali di potersi alimentare con l’elettricità da terra, consente di ridurre di oltre il 50 per cento le emissioni, ma anche di abbattere i costi per gli armatori. Le navi che sostano nei porti, infatti, sono costrette a tenere accesi dei generatori, alimentati da combustibili altamente inquinanti, per consentire alcune funzionalità elettriche. E nel caso di navi mercantili oppure da crociera, che spesso stanno ferme per ore, i costi sono considerevoli. Per quanto riguarda Castellammare di Stabia, i dati dell’Autorità Portuale – precedenti all’emergenza pandemica – facevano registrare un aumento del traffico passeggeri di circa il 14 per cento, per un totale di poco superiore alle 160mila persone in entrata o uscita dal porto. L’elettrificazione delle banchine lungo via Bonito – quelle di competenza dell’Autorità – ad esempio, potrebbero consentire di incentivare i collegamenti via mare con le isole o magari favorire l’approdo di navi da crociera di medie dimensioni, offrendo prospettive di sviluppo nel settore turistico.

«Esiste una convenzione in essere tra il Comune e l’Autorità Portuale, in cui rientra anche questo progetto – commenta Giovanni Russo, assessore con delega al Porto – Finora abbiamo sempre lavorato in sinergia con l’Autorità e lo conferma il finanziamento della Regione Campania da 220mila euro che ci è stato concesso per la creazione dei nuovi punti di sbarco per la piccola pesca, in località Mare Morto. Ma la prospettiva futura è quella di lavorare per aumentare il traffico passeggeri».

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