Castellammare di Stabia, gli ex operai Meb: «La lotta non è ancora finita»

Castellammare di Stabia, gli ex operai Meb: «La lotta non è ancora finita». Ce ne parla Tiziano Valle in un articolo dell’edizione odierna del quotidiano Metropolis. «Oggi partiamo, ma speriamo di tornare presto. La nostra battaglia non è ancora finita». Gli ex operai Meridbulloni hanno preparato le valigie e quest’oggi saliranno a bordo di pullman e auto per raggiungere la sede del Gruppo Vescovini a Monfalcone. Dopo aver ricevuto l’esito dei tamponi, tutti negativi, i 56 nuovi dipendenti della Sbe Sud hanno organizzato il viaggio che gli consentirà di intraprendere la nuova avventura.

La partenza è prevista per questa sera. Ventisei operai hanno accettato di viaggiare con un pullman messo a disposizione dalla società, gli altri trenta hanno deciso di affrontare il viaggio in auto. Ad attenderli, già domani, c’è Alessandro Vescovini, l’imprenditore che ha investito sulle maestranze stabiesi messe alla porta dal Gruppo Fontana. La prima settimana a Monfalcone servirà per le presentazioni, la formazione con il responsabile aziendale per la sicurezza, per completare le documentazioni necessarie e ricevere il vestiario che dovrà essere utilizzato in fabbrica.

Vescovini ha messo a disposizione dei lavoratori stabiesi una ventina di appartamenti, che ospiteranno rispettivamente sei, quattro e due persone, a seconda delle dimensioni delle abitazioni. Gli operai potranno tornare a Castellammare per sei giorni al mese, con il viaggio pagato dall’azienda.

«Finora l’imprenditore ha mantenuto tutti gli impegni che ha preso», spiega il sindacalista Gennaro Verdoliva che dopo lo strappo con la segreteria provinciale della Cgil, che non ha voluto firmare l’accordo con il Gruppo Vescovini, sta guidando la maggioranza degli operai (circa 38) a firmare l’iscrizione con la Cisal. «Partiamo con una sola preoccupazione – spiega Verdoliva – Sembra che la politica si sia seduta per quanto riguarda la nostra vertenza e invece sarebbe proprio il momento di accelerare». Il riferimento, manco a dirlo, è all’assegnazione dell’area la Gruppo Vescovini, per l’apertura della fabbrica Sbe Sud. L’imprenditore ha fissato come termine ultimo il 31 marzo prossimo, altrimenti scatteranno le penali. «Sappiamo che si stanno muovendo, ma negli ultimi giorni nessuno si è fatto sentire concretamente e noi abbiamo fretta – ribadisce Verdoliva – Torneremo a farci sentire come sindacato, nessuno pensi che la nostra partenza per Monfalcone segni la fine della battaglia. Anzi, abbiamo appena cominciato. Le nostre famiglie si faranno sentire presto e invieremo continuamente videomessaggi attraverso le pagine social».

Gli operai sono convinti della scelta fatta firmando i contratti di lavoro con il Gruppo Vescovini: «Avevamo due scelte: seguire questa strada che ci dà una prospettiva di ritornare a casa oppure andare per 20 anni fuori con il Gruppo Fontana (proprietario della fabbrica Meridbulloni) – dice Verdoliva – Personalmente avevo già deciso di troncare con i Fontana il 18 dicembre, perché ci siamo visti sbattere la porta della fabbrica in faccia con il sorriso. Un trattamento che non meritavamo e che è stato confermato anche nelle trattative per le conciliazioni: a dipendenti che hanno lavorato con quella società per venti anni sono state date appena 9 mensilità di buonuscita, nemmeno un bar si comporta così». Una vertenza che è stata vissuta con grande partecipazione anche dalla città stabiese: «Ecco, l’unico rammarico che abbiamo è non essere riusciti a ringraziare tutti – conclude Verdoliva – Volevano fare un giro in città con uno striscione, ma a causa della pandemia non è stato possibile».

Commenti

Translate »