Castellammare di Stabia. Area Meridbulloni, Fontana non vende: palla alla politica

Castellammare di Stabia. Area Meridbulloni, Fontana non vende: palla alla politica. Tutti i dettagli in un articolo di Tiziano Valle pubblicato sull’edizione odierna del quotidiano Metropolis. Il Gruppo Fontana non vuole vendere l’area Meridbulloni. E’ l’indiscrezione che filtra all’indomani dell’incontro al Ministero dello Sviluppo Economico. Il delegato della società proprietaria del complesso di via De Gasperi, che ha partecipato al tavolo, non ha voluto esprimersi sul destino dell’area. E nonostante in un precedente incontro fosse stata annunciata la volontà di metterla in vendita, senza alcun interesse per il destino urbanistico di quella struttura, adesso filtra che alcune proposte che erano arrivate sul tavolo dei Fontana mesi fa, sono state respinte.

Il punto è capire quali siano le intenzioni della società, perché il rischio è quello di ritrovarsi una nuova fabbrica dismessa sul mare, in una zona tra l’altro dove esistono prospettive di sviluppo turistico.

La questione è al centro del dibattito interno alla maggioranza guidata dal sindaco Gaetano Cimmino, perché all’orizzonte c’è da approvare il Puc (Piano Urbanistico Comunale) che dovrà dettare le regole di sviluppo della città. Il prossimo 26 febbraio scade il termine per la presentazione delle osservazioni, poi il provvedimento approderà in consiglio comunale e la politica dovrà sciogliere i nodi sul destino di via De Gasperi e ovviamente dell’area Meridbulloni.

Il Puc approvato dalla giunta Cimmino a inizio dicembre prevede il vincolo industriale con una possibilità di ampliamento dell’attività produttiva, ma si tratta di un provvedimento varato prima dell’inizio della vertenza che ha coinvolto una ottantina di operai e inevitabilmente cambiato le carte in tavola. In consiglio comunale, a pochi giorni dall’annuncio dei Fontana di voler dismettere la fabbrica di via De Gasperi, è stato approvato all’unanimità un ordine del giorno che impegna l’amministrazione a dichiarare quell’area di interesse pubblico. Insomma, nessuna possibilità di riconvertirla con alberghi o gallerie commerciali, ad esempio, ma al massimo l’opportunità di realizzare edifici che possano garantire servizi al cittadino: un palazzetto dello sport, una piscina pubblica, un ufficio postale, una scuola e così via.

Opere pubbliche che ovviamente possono scontrarsi con la volontà di un imprenditore di trarre profitto da un’area, soprattutto se vicino al mare. Il Gruppo Fontana finora non ha reso noto quelle che sono le sue intenzioni e il consiglio comunale di Castellammare di Stabia potrebbe essere costretto a fare una scelta al buio sul destino dell’area. Scartando a priori l’ipotesi di confermare il vincolo industriale, che produrrebbe come unico effetto quello di ritrovarsi l’ennesima struttura dismessa, restano in piedi due possibilità: dichiarare l’area di interesse pubblico, confermando l’ordine del giorno approvato a dicembre scorso in aula, oppure destinarla a uno sviluppo turistico-ricettivo (alberghi, ristoranti, ad esempio).

La vertenza Meridbulloni che va risolvendosi con il trasferimento della nuova fabbrica in un altro sito, apre una partita politica che è destinata a finire al centro del dibattito delle prossime settimane.

Commenti

Translate »