Candelora e Presentazione al Tempio. Storia dell’Iconografia in penisola Sorrentina Amalfitana foto

La mia nonna diceva che le donne, dopo che avevano partorito, dovevano andare in chiesa per una particolare benedizione. Si diceva che dovevano ” trasì ‘n sant”, entrare in santo,  altrimenti non potevano entrare in chiesa e compromettevano il prossimo parto. Che significa questa espressione e da dove ha origine?

Generico gennaio 2021

Secondo gli ebrei qualsiasi secrezione del corpo umano rendeva contaminati e bisognosi di purificazione. Anche la perdita di sangue durante il parto rendeva contaminati. Per questo le donne ebree si facevano purificare dai ministri di Dio 40 giorno dopo il parto. Vi andò anche Maria al quarantesimo giorno dalla nascita di Gesù, anche se Lei – a motivo del parto verginale – non aveva avuto perdite di sangue. La madre teneva in mano una candela accesa, che richiama la Candelora e riscattava con un offerta, il figlio avuto. Al bambino presentato al Tempio si praticava la circoncisione. Una serie di principi di teologia spiegano questa serie di operazioni materiali e spirituali.

Il nostro viaggio in Penisola non può non partire dalla Chiesa Oratorio sede della Confraternita della Purificazione a Mortora , accanto alla Chiesa dell’Assunta. Qui incontriamo Luigi Iaccarino che ci rilascia cortese intervista e la Pala d’altare che rappresenta la Presentazione al Tempio del pittore Andrea Malinconico. Le parole di Luigi, che è stato in passato Priore, sono illuminanti , circa la storia del quadro e della confraternita.

Prosegue poi per per la Chiesa dei Servi di Maria a Sorrento, e qui troviamo il ciclo pittorico dei momenti di vita della Madonna opera di Carlo Amalfi, tra cui la presentazione al Tempio. La valenza ,in questo caso è doppia, non è solo il pittore ma anche confratello di questa Confraternita. A Maiori nella Chiesa del Convento di San Francesco Abbiamo una Presentazione al tempio che è una copia di quella del Vasari custodita al Museo di Capodimonte. A Positano nella Chiesa dell’Assunta, abbiamo una particolarissima Presentazione al Tempio, in cui si vede il momento della circoncisione di Gesù. Nell’Annunziata di Vico Equense la Presentazione è opera di Cestaro o di Giuseppe Bonito. A Gragnano e sicuramente in altre chiese troviamo questo momento legato alla nascita di Gesù. L’ultima tappa, la facciamo nella bottega del maestro ceramista Marcello Aversa , una opera d’arte frutto di inusitata pazienza e conoscenza.

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La  terza cappella della nave è dedicata alla *Presentazione al Tempio del Bombino Gesù” con tavola cinquecentesca copia  della pala d’altare del Vasari , oggi al  Museo di Capodimonte. Nel convento di San Francesco si trova una copia del dipinto realizzato da Vasari per l’altare della chiesa napoletana di Monteoliveto raffigurante la Presentazione al Tempio di Gesù, opera realizzata negli anni del suo soggiorno intorno alla metà degli anni ’40 del Cinquecento. La tavola di Maiori è da attribuire alla mano di Giovanni De Mio, pittore originario di Vicenza e documentato nel cantiere di Castelcapuano a Napoli alla metà del Cinquecento; in origine il dipinto maiorese si trovava sull’altare della cappella della famiglia Imperato e deve risalire agli anni del soggiorno napoletano dell’artista vicentino, a ridosso della presenza vasariana a Napoli (tuttavia, abbiamo notizia della fondazione della cappella Imperato dedicata alla Circoncisione, nel 1566). In entrambi i dipinti sono evidenti i prestiti e i richiami che i pittori fanno a Michelangelo, punto di riferimento imprescindibile per l’aretino, autore anche delle famose Vite degli artisti, come anche per il meno pittore veneto.

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Dalla Chiesa dell’Assunta in Positano.

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Vico Equense . Chiesa dell’Annunziata ex Cattedrale. Opera di Jacopo Cestaro o di Giuseppe Bonito. Personalmente propendo per Bonito, con riscontro preciso nel quadro al Museo Correale, con Maddalena vista da tergo

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La  “presentazione al tempio”  presso la Chiesa dei Servi di Maria a Sorrento , meglio nota come la Congregaziungella, ove essa rientra nel ciclo di dipinti del pittore sorrentino Carlo Amalfi dedicato alla vita della Madonna, lavoro eseguito non solo come artista ,ma anche come confratello negli anni 60-70 del 1700.

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