Campania, la guerra dei vaccini. ​I professori: «Vogliamo Pfizer»

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Campania, la guerra dei vaccini. ​I professori: «Vogliamo Pfizer». Vaccini: procede molto lentamente l’adesione del personale scolastico alla campagna di immunizzazione. Dopo gli ultra ottantenni tocca ora ai docenti e al personale ata (amministrativo, tecnico e ausiliario) degli istituti di ogni ordine e grado prenotarsi. L’adesione è volontaria ma in quattro giorni, da quando è scattato il semaforo verde nelle scuole, sono poco più di 5mila i candidati che hanno segnalato ai dirigenti scolastici l’intenzione di farlo, mentre nello stesso lasso di tempo gli anziani, pur a fronte della scarsa dimestichezza con i mezzi informatici, sono arrivati rapidamente a un numero di prenotazioni circa 5 volte più elevato. L’intera platea del personale scolastico da vaccinare è costituita da circa 180 mila persone di cui almeno l’80 per cento, si stima, sia interessato a vaccinarsi nell’arco del primo mese per arrivare a oltre il 90 per cento entro l’estate. Tra domani e dopodomani si dovrebbe iniziare con le chiamate, ma il ruolino di marcia, se continua così, andrà rivisto.

La timida risposta di questo settore pare trovare radici nelle diffidenze espresse da molti docenti nei confronti del vaccino Astra Zeneca di cui sono però disponibili in Campania già oltre 100 mila dosi. «I problemi sono due – avverte Pina Tommasielli, delegata a rappresentare la medicina di famiglia in seno all’unità di crisi regionale – legati entrambi alla cattiva informazione. All’inizio ci sono stati i ritardi sulla sperimentazione, poi si è passati alla informazioni frammentarie e non univoche sui livelli di efficacia. A pesare è poi il dato dell’età consigliata fissata a 55 anni e solo in base agli ultimi studi americani elevata a 65 anni. L’età media del personale scolastico in Campania è piuttosto elevato e questo potrebbe avere raffreddato gli animi. Da medico posso tuttavia affermare che Astra Zeneca è un ottimo vaccino, sicuro ed efficace e ogni scetticismo è del tutto fuori luogo. Il punto è informare correttamente su questo vaccino a procedere rapidamente alla immunizzazione delle categorie a rischio come previsto dai calendario vaccinale».

Nell’ambito del personale scolastico chi temporeggia dovrà fare i conti però con i ritardi che si profilano all’orizzonte per la scarsità di dosi Pfizer. Per il 22 febbraio la programmata consegna di 50 scatole del farmaco saranno ridotte di 12 unità (circa 14 mila dosi). Ciò scaturisce non da una decurtazione della fornitura di Pfizer ma dall’autonoma decisione assunta del commissario di governo Domenico Arcuri in sede di distribuzione delle dosi alle singole regioni. Per procedere sulla strada delle immunizzazioni dovranno quindi essere utilizzate al meglio tutte le dosi disponibili e ci sono pochi margini per la scelta di un vaccino al posto di un altro.

In questo scenario l’assessore regionale all’istruzione Lucia Fortini ha inviato una circolare a tutti i dirigenti scolastici della Campania invitandoli a raccogliere le adesioni volontarie dei docenti e di altro personale da inviare poi alla piattaforma regionale “Sinfonia e-covid”. In questa fase infatti le prenotazioni da parte dei diretti interessati non sono ancora previste e si attende l’adeguamento del portale. Una scappatoia è l’utilizzo dello stesso link di accesso attivato per gli anziani in quanto il sistema è grado di registrare automaticamente l’età della persona che prenota, e se verifica una data di nascita posteriore al 1941 rimanda direttamente al profilo per gli insegnanti.

Tramite il sistema Tessera sanitaria inoltre è possibile discriminare ulteriormente se si ha titolo alla prenotazione. Sul fronte degli screening nelle scuole, infine, i medici di famiglia, in ordine sparso, in maniera volontaristica, stanno procedendo a macchia di leopardo recandosi negli istituti per effettuare tamponi rapidi. A fronte di 50 mila prenotazioni sono tuttavia poche migliaia i test effettuati finora, né le Asl hanno personale a sufficienza. Proseguono invece a pieno regime i tamponi rapidi attribuiti dal ministero della Salute ai medici per il tracciamento dei contatti stretti di positivi e per la diagnosi differenziale tra Covid e influenza: in questo caso su 40 mila kit disponibili a Napoli (assegnati a ciascun dottore) ne sono stati praticati circa 12 mila.

Fonte Il Mattino

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