Arte Contemporanea. Intervista all’art-promoter Giorgio Bertozzi, a cura di Maurizio Vitiello.

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    Intervista di Maurizio Vitiello – Risponde l’art-promoter Giorgio Bertozzi.

     

    D – Quando è iniziata la tua voglia di vendere e organizzare personali, collettive, rassegne d’arte?

    R- Francamente, non ricordo quando sono entrato per la prima volta in un museo, ma ricordo che, all’inizio degli anni ’70, una mostra di Mimmo Rotella, a Milano, mi aveva molto affascinato per anche per la grande presenza di pubblico e l’idea di organizzare eventi simili mi aveva affascinato, anche se all’epoca ero più concentrato sull’arte antica.

     

    D – Mi puoi indicare gli artisti bravi che hai conosciuto e con cui hai operato per curare loro esposizioni?

    R – Ettore Frani, Alba Amoruso, Oktay Anilanmert, Zahit Büyükişliyen, Sergio Ceccotti, Roberta Coni,Maria Pia Daidone,  Gürbüz Doğan Ekşioğlu, Massimo Franchi, Davide Frisoni, Devabil Kara, Fevzi Karakoç, Gencay Kasapçi, Alexander Jakhnagiev, Ivan Jakhnagiev, Laura Migotto, Kristina Milakovic, Giancarlo Montuschi, Claudio Orlandi, Antonio Nocera, Antonio Nunziante, Hector Rigel, Fila Sidival, Maria Rosaria Stigliano, Emre Yusufi.

     

    D – Quali sono state le più significative esposizioni che hai organizzato, coordinato e curato?

    R – Ricordo con particolare piacere una collettiva, presso la Galleria Borghese, dedicata ad Alida Valli con la presentazione di un cortometraggio inedito “A la Salida”, tratto da una novella di Pirandello, interpretato dalla Valli e diretto da un caro amico: Giancarlo Zagni. Molto raffinata e importante è stata la grande mostra dedicata alla “meravigliosa” Alba Amoruso, La Voce Muta del Tempo nello splendido Chiostro di San Domenico a Conversano. Di importanza storica è stato “Zero 1960-2016” al “Museo Crocetti” di Roma, retrospettiva dedicata a Gencay Kasapçi, l’artista turca unica ad aver aderito all’ultimo grande movimento artistico del ‘900, il Gruppo Zero. Momenti importanti sono stati a Istanbul, presso la “Galleria Russo” due collettive che hanno ispirato molti eventi successivi di altrettanto successo, “Real Fiction” e “Rise and Shine”.

     

    D – Quali linee operative pensi di tracciare nell’immediato futuro?

    R – Il post Covid-19 a mio avviso richiederà un grande spirito innovativo, sia per gli artisti che per noi curatori e organizzatori; per questo visiono, quotidianamente, centinaia di proposte in quanto sento io per primo la necessità di trasferire idee e concetti che contribuiscano a scuotere in modo costruttivo la società

     

    D – Con chi ti farebbe piacere collaborare tra critico, artista, altro art-promoter per metter su una mostra o una rassegna?

    R – Per quanto mi riguarda, da anni ho fatto una scelta strategica insieme alla curatrice turca Ferdan Yusufi, con cui condivido la direzione di Neoartgallery, per questo operiamo insieme, essenzialmente, nelle fiere o nelle location idonee a eventi mirati, questo in Italia e in Turchia aiutando gli artisti ad avviarsi nel mercato internazionale. Per arricchire e impreziosire l’offerta culturale ci piace la collaborazione con altri curatori e critici come Giuseppe Salerno, Giancarlo Caneva, Maurizio Vitiello …

     

    D – Il futuro sarà roseo per l’arte nel post-Covid-19?

    R – Il futuro nella mia visione è già ora; infatti, sto lavorando con Ferdan Yusufi alle prossime auspicate fiere di Istanbul, Pordenone, Forlì e insieme a Maurizio Vitiello siamo in dirittura d’arrivo per “Sintesi 2021Dialoghi sulla Contemporaneità”, che inaugureremo al “Museo Crocetti” di Roma in aprile quando pensiamo che non saremo ancora nel post Covid -19, ma, certamente, daremo una risposta al desiderio di ripartenza di pubblico e artisti. Sarà una sorta di prova generale per il grande evento internazionale che realizzeremo entro i primi mesi del 2022 per lasciarci alle spalle la pandemia

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