Vaccino Covid: così la Campania ha superato il 100% delle dosi

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Campania. Sono arrivate ieri ad Avellino, Benevento e Salerno – dopo lo scalo nella pista militare dell’aeroporto di Capodichino – le prime scatole con le nuove dosi di vaccino Pfizer contro il Coronavirus. Nella mattinata di oggi saranno consegnate quelle che mancano all’appello della nuova fornitura costituita da 35 scatole (pizza box) ognuna composta da 195 fiale da ciascuna delle quali saranno estratte 6 dosi di vaccino per un totale di 40.950 dosi. Ad ognuno dei 26 punti vaccinali della Campania (Ischia è stata esclusa per scarsa richiesta nelle precedenti consegne) sarà attribuita almeno una scatola per almeno 1.170 dosi da somministrare. L’obiezione sorta nelle ultime ore, dopo che la Campania ha raggiunto il massimo delle dosi somministrate ponendosi in vetta alla lista di tutte le regioni, è la funzione che debbano svolgere gli ospedali che, a differenza delle Asl, hanno quasi esaurito la lista delle priorità. Potrebbero affiancare dunque il compito più gravoso delle Asl o devolvere a queste ultime le scatole di vaccini in sovrannumero. Intanto una serie di dubbi, interrogativi, quesiti sorgono sulla vaccinazioni appena concluse e ancora da fare.

Dai dati del ministero la Campania, con 68.138 dosi somministrate, a fronte di 67.020 segnate come consegnate, ha raggiunto domenica una percentuale del 101,7% (superata, ma solo ieri, dall’Umbria). Come si fa ad andare oltre il 100 per cento?
Alle aziende sanitarie della Campania sono state distribuite 65 scatole di vaccini, 30 il 30 dicembre e 35 il 4 gennaio. Ogni scatola contiene 195 fiale da cui, nella fase di avvio, sono state estratte 5 dosi come indicato da Aifa. Alcuni centri vaccinali, tuttavia, hanno acquisito dimestichezza con le siringhe di precisione fornite dal commissario per l’emergenza Domenico Arcuri, riuscendo così ad estrarre, 6 dosi anziché 5. Chiarita questa possibilità sono arrivate le note di Aifa e del ministero per l’autorizzazione ad estrarre 6 dosi per ogni fiala. Da qui la differenza tra somministrato che supera il consegnato.

Cosa sono le «Pizza-Box»?
Sono scatole congelate contenenti ognuna 195 fiale del vaccino. Ogni fiala viene diluita con soluzione fisiologica per sciogliere la sospensione con un volume totale finale che può oscillare tra 1,8 e 2,3 millilitri per fiala. Ogni dose dovrà essere di 0,3 millilitri per cui agevolmente si ricavano almeno 6 dosi grazie a siringhe di precisione. In teoria ci sarebbe la possibilità di estrarne anche una settima (per un totale di 2,1 ml) e un avanzo di un mozzicone di altri 0,2 ml ma in questo caso c’è il rischio di non raggiungere il dosaggio adeguato.

Che fine fanno i residui inutilizzati?
Vengono distrutti in quanto l’allestimento di ulteriori dosi richiederebbe troppo tempo incompatibilmente con l’esigenza di smaltire le file. Le fila una volta scongelate devono infatti essere conservate ancora in frigo ma con una finestra utile di somministrazione che è di circa 6 ore.

Che cosa sono le siringhe di precisione?
Sono particolari siringhe simili a quelle per l’insulina ma ancora più sofisticate. Viste le piccole quantità di farmaco da iniettare e la difficoltà di dosare l’esatta quantità, hanno un serbatoio molto stretto così la lettura della dose è più agevole e si riesce a identificare il quantitativo esatto da somministrare.

Quante sono le dosi estratte finora in Campania?
Quelle indicate dal conteggio finale e ufficiale del ministero ammontano a 68.138 con una percentuale dunque del 101,7 per cento rispetto alle 67.020 del dato ufficiale di consegna. In realtà le Asl ne hanno registrate oltre mille in più, 69.252 per la precisione arrivando al 103,33 per cento. Queste differenze sono tutte riconducibili al fatto che molti punti vaccinali prima dell’autorizzazione di Aifa e del ministero avevano iniziato ad estrarre 6 dosi anziché 5. Sarebbe stato poco etico cestinare quello che avanzava di un farmaco così prezioso.

Il commissario Domenico Arcuri aveva suggerito di accantonare il 30 per cento delle dosi per esigenze future legate alla somministrazione, entro tre settimane, del richiamo e di una seconda dose. Perché non è stato fatto?
I centri vaccinali delle Asl avuta conferma dei successivi approvvigionamenti hanno considerato più proficuo vaccinare il maggiore numero possibile di persone separando le fasi di somministrazione della prima e seconda dose riservando gli accantonamenti al prosieguo della campagna vaccinale.

Chi controlla che tutto sia svolto secondo le regole?
Tutti i centri vaccinali della Campania sono stati visitati per ore dai Nas inviati dal ministero della Salute per verificare il rispetto di ogni parametro tecnico, organizzativo, strutturale e di personale. Non risultano, ad ora, contestazioni.

Fonte: Il Mattino

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