Tragedia a Siano: crolla un muro e muore un operaio di 65 anni

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La tragedia di Siano (Salerno). Stava lavorando alla pulizia di un canalone perché fosse pronto per essere riempito e cementificato, ma il muro di contenimento di terreno che lo sovrastava ha ceduto e Antonio Ceres, sessantacinque anni, è rimasto sotto i detriti ed è morto. La tragedia si è consumata nel primo pomeriggio di ieri lungo la nuova strada che da Siano porta alla frazione Torello di Castel San Giorgio, in località Sovracase. Per estrarre l’uomo, dipendente della ditta di Eboli che stava effettuando gli interventi di completamento dell’arteria viaria, sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno, purtroppo, costatato il decesso. Sul posto sono giunti gli agenti della polizia municipale di Siano, guidati dal comandante Salvatore Dionisio; e i carabinieri della locale stazione, diretti dal luogotenente Pasquale Santoriello e coordinati dalla compagnia di Mercato San Severino, agli ordini del tenente colonnello Alessandro Cisternino. I militari hanno posto il cantiere sotto sequestro in attesa delle disposizioni dell’autorità giudiziaria, mentre la salma è stata trasferita presso l’obitorio del cimitero di Siano in attesa che venga liberata e restituita ai familiari per le esequie. Dopo che saranno terminati i sopralluoghi e ascoltate le testimonianze, si potrà avere un quadro più chiaro sulla dinamica del tragico evento. I funzionari del dipartimento per la prevenzione e la sicurezza negli ambienti di lavoro (Spisal), infatti, hanno effettuato verifiche dei luoghi fino a tardi.

Nato a Pontecagnano, ma residente da anni nel comune di Eboli, il sessantacinquenne Antonio Ceres, viveva a Santa Cecilia. Era molto conosciuto e stimato nella zona del Bivio, sia per la sua disponibilità e cordialità sia perché per anni ha gestito un’azienda edile di sua proprietà, realizzando tantissimi interventi ad Eboli e non solo. Ed era un grande lavoratore che con l’edilizia da sempre ha riempito le sue giornate e la sua vita. Da qualche anno, però, a causa di alcuni problemi di salute, aveva deciso di lasciare le redini della sua azienda per avere meno responsabilità e meno preoccupazioni, così da poter gestire meglio lavoro e salute. Infatti, la sua voglia di esercitare questo mestiere non era di certo scemata e per questo aveva comunque deciso di continuare ad impegnarsi nel mondo dell’edilizia, anche se come semplice operaio, proprio per la ditta edile ebolitana con cui era al lavoro a Siano. Lascia la moglie e due figli, di cui uno residente sempre nella comunità del Bivio, oltre ai suoi nipotini che frequentano attualmente l’Istituto Comprensivo Virgilio di Santa Cecilia. Cordoglio e vicinanza alla famiglia e ai colleghi di Antonio Ceres è stata espressa dal sindaco di Siano Giorgio Marchese. «Un evento drammatico che dice il primo cittadino lascia profonda tristezza e addolora ancor di più nel pensare che la sua morte è avvenuta mentre era al lavoro».

Dura la posizione della Fillea e della Cgil di Salerno su quanto accaduto. «È inaccettabile morire di lavoro», si legge infatti in una nota a firma congiunta del segretario generale Fillea Luca Daniele e del segretario generale Cgil Arturo Sessa. «È il secondo infortunio mortale, in edilizia dicono – avvenuto nel giro di poche settimane nella nostra provincia…Una situazione drammatica che impone, da parte degli enti preposti alla prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro, visite ispettive più frequenti e misure ancora più stringenti». E ricordano, inoltre, che in edilizia «la fascia d’età dove maggiormente si verificano incidenti mortali è quella che supera i sessanta anni» per questo chiedono «riforme pensionistiche oculate» e pensioni anticipate per «tutti quei lavoratori esposti ad attività gravose, usuranti e ad alto rischio di infortuni o malattie professionali».

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