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Sorrento, Raffaele Attardi interviene sull’episodio della balena arenatasi nel porto

Sorrento. Il chimico Raffaele Attardi pubblica un post sul suo profilo Facebook relativamente all’episodio della balena arenatasi nel Porto di Marina Piccola:

«Vide o mare quante e bello… Sorrento è da sempre frequentata da grossi cetacei. L’episodio più famoso è descritto in uno dei miracoli di S. Antonino, patrono della Città. Si narra che un bambino fosse stato inghiottito da un grosso pesce ed il Santo, richiamato dalle grida di dolore della madre, accorse alla spiaggia e richiamò il pesce, ordinandogli di restituire il bambino. Il miracolo è raffigurato nella Basilica e a ricordo di questo episodio ci sono nel portico della Chiesa delle ossa, che la tradizione popolare attribuisce ad un grosso pesce… anche se, per quel che ne so, il pesce non fu ucciso ma, come nel miracolo di Giona, restituì spontaneamente il bambino. Insomma il miracolo celebra un atto d’amore, non una vittoria cruenta

Adesso di balene ne sono arrivate almeno due, entrambe purtroppo decedute. L’episodio ha generato una grande emozione, con in prima linea gli ecologisti, quelli che meritoriamente fanno il punto sullo stato di salute del pianeta, che cercano di capire quali sono le cause di questo episodio ed in particolare se indichi una rottura degli equilibri naturali. Insieme agli ecologisti, una folla di ambientalisti sta ammonendo tutti sul fatto che indipendentemente dalle cause del decesso, ormai è evidente che l’inquinamento sta producendo questi ed altri disastri e quindi propone cure, cioè comportamenti idonei ad evitare il peggioramento di questa situazione. Ecologisti e ambientalisti vanno a braccetto, e in fondo siamo tutti un po’ ecologisti condividendo il disagio che deriva da una situazione generale sempre più preoccupante.

Ma poi chi vede troppe ingiustizie, chi si deve preoccupare di equilibri politici più generali, chi deve mettere il piatto a tavola e così ognuno cerca una soluzione diversa a questo disagio. Alla fine troppo spesso tutto si tramuta in un continuo scaricabarile. Così facendo i disastri aumentano e finiremo col mangiarci tutto la Terra. Forse vale la pena di vedere le cose da un altro punto di vista. Le balene erano due e mi piace immaginare che fossero in amore. Sono venute qui non a caso ma seguendo una canzone che dice, vide o mare quant’è bello, che tensore tene nfunno, chi ha girato tutto o munno, nun a visto comme a cà.

Chissà sono venute tante volte, sempre cantando, ma noi ormai non siamo più in grado di sentirle e scambiamo il loro canto per fischi e sibili. Hanno girato più volte il mondo sempre insieme, poi una è morta.

L’Amore fa brutti scherzi e se ami veramente alla fine non puoi stare solo anche nel posto più bello del mondo. E così l’altra ha deciso di spiaggiarsi. È venuto a farlo sotto i nostri occhi, non per essere salvata, ma per farci capire quello che era successo.

Adesso per favore fate tutti gli studi che servono, proponete le migliori ricette per risolvere i tanti problemi che ci sono, ma poi alla fine lasciate i loro corpi qui, dove sono venute a morire. Abbiamo bisogno di far crescere l’Amore per Surriento e per questo servono anche testimonianze e leggende».

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