Scuola, in aula per sperare: a Salerno è tornato il classe l’80% dei bimbi di prima e seconda elementare

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Scuola, in aula per sperare: a Salerno è tornato il classe l’80% dei bimbi di prima e seconda elementare.

Oltre l’80% degli scolari delle prime e seconde classi delle elementari sono entrati in classe; il 60% per la scuola dell’infanzia. Un dato omogeneo in tutta la città quello della partecipazione ieri alle lezioni dopo la pausa forzata a causa della Covid 19 e le diverse ordinanze di chiusura, arrivate dalla Regione e dallo stesso Comune di Salerno. Dati di affluenza, quelli registrati ieri alla ripresa sebbene parziale delle lezioni nelle scuole del capoluogo, che confortano il vicesindaco di Salerno, Eva Avossa, con delega alla pubblica istruzione. Una partecipazione in massa affatto scontata, dopo le polemiche tra i favorevoli e i contrari alla didattica a distanza. «Credo che nei prossimi giorni, la presenza di alunni aumenterà – ha affermato il vicesindaco -L’augurio che si possa tornare quanto prima tutti a scuola».

Per Eva Avossa l’esigenza primaria è trasmettere tranquillità ai bambini, fiducia e serenità: «La scuola ha fatto un lavoro enorme per garantire standard di sicurezza notevoli – spiega il vicesindaco – Banchetti nuovi, molti lavori eseguiti oltre la normale manutenzione, dotazioni di dispositivi per l’igiene e igienizzare, procedure per assicurare il distanziamento. E i bambini sono molti attenti. I genitori devono essere meno ansiosi. Ora c’è bisogno che riprendano la didattica in presenza anche perché non può essere sostituita per lunghi periodi da quella a distanza ».

Molti sono i genitori contenti per la scelta. Le loro risposte sono sostanzialmente riassumibili in: «Le scuole sono sicure, la didattica a distanza specie per i bambini non è pensabile, mancano le dinamiche relazionali, le famiglie così potranno andare a lavoro». Di parere opposto molte altre mamme: «Alle elementari ho accompagnato mia figlia ma il fratellino che va all’infanzia no – risponde una madre di alunni della Matteo Mari a Torrione -Ed è venuto a scuola perché era obbligatoria, sennò non sarebbe uscito di casa». Ed un’altra: «Stiamo parlando di terzo ondata Covid, di varianti più contagiose e andiamo a scuola adesso? – si chiedono i genitori di due alunni della Mari – Un altro mese e sarebbero state vaccinate molte più persone e le condizioni di sicurezza sarebbero aumentate. E invece no, abbiamo ceduto alle mamme che non vogliono tenere a casa i figli…».

«Siamo contenti per il rientro a scuola dei bambini dell’infanzia e dei primi due anni della primaria ma non festeggiamo, semplicemente si ristabilisce un diritto fondamentale, quello all’Istruzione, i dati sul rientro a scuola che pervengono al Coordinamento sono buoni e prevediamo un rientro quasi totale nei prossimi giorni, le scuole erano già pronte a settembre lo sono ancora di più adesso per accogliere in sicurezza alunni e docenti, ulteriori rinvii per il rientro delle altre classi della primaria e della media non possono più essere tollerati», ha affermato Alessandro D’Auria di “Scuole Aperte”. Antonio Ilardi, del gruppo Si Dad, invece, ribadisce la «necessità di garantire la libertà di scelta dei genitori per la didattica a distanza, attraverso l’ordinario collegamento telematico in funzione finora».

Intanto l’assessore regionale all’Istruzione della Regione, Lucia Fortini, ha annunciato di aver chiesto all’Unità di crisi regionale, che, quando sarà possibile partire con il piano vaccinale per il personale scolastico docente e non docente, «i primi ai quali andranno somministrate le dosi dovranno essere i docenti che abbiamo richiamato prima in presenza: ovvero il personale dei servizi educativi della scuola dell’infanzia e della primaria. Sono tornati prima a scuola ed è giusto che abbiano la priorità». E annuncia: «Faremo una riunione con l’Unità di crisi e cercheremo di seguire l’andamento della curva pandemica. Solo dopo percorreremo la strada che abbiamo appena iniziato».

Fonte La Città di Salerno

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