Sarno: dopo un mese di lotta al Covid, muore il noto analista Salvatore Esposito

Salerno. Non è bastato un mese di lotta all’ospedale “Mauro Scarlato” di Scafati per superare quel maledetto “mostro invisibile” che sta piegando le gambe al mondo. Salvatore Esposito, 63 anni di Sarno, aveva da subito compreso che il Covid non fosse una patologia come le altre. E, soprattutto, aveva visto sfilare sotto le sue mani decine di tamponi, passati al setaccio per confermare (o meno) il contagio. L’analista sarnese, titolare di un noto laboratorio di Roccapiemonte, è morto al Covid Hospital di riferimento dell’Agro dove era stato trasportato diverse settimane fa. Lo racconta oggi La Città di Salerno.

Il virus, infatti, non aveva risparmiato un uomo che era sceso in campo, in prima linea, per dare aiuto a tante persone: il suo laboratorio d’analisi di corso Mario Pagano, già da inizio autunno, aveva ricevuto l’autorizzazione dalla Regione Campania per analizzare i test. Dal primo momento, Salvatore Esposito si era rimboccato le maniche alle tante richieste d’aiuto: i prelievi effettuati direttamente a casa di molte persone, l’appello ai suoi dipendenti a “fare presto” e dare nel più breve tempo possibile i risultati degli esami così da placare le ansie di tanti cittadini. Un vero aiuto, concreto. Che, però, Salvatore Esposito è stato costretto ad interrompere: un mese fa la notizia della sua positività e il rapido peggioramento delle sue condizioni di salute. Il quadro clinico dell’analista sarnese ma conosciutissimo a Sarno, a Roccapiemonte e nell’intero comprensorio per anni, infatti, Esposito aveva lavorato alla Clinica Sant’Anna di Nocera prima di coronare il sogno di aprire una propria struttura con i familiari – è peggiorato rendendo necessario il ricovero. Al Covid Hospital “Scarlato”, il 63enne aveva risposto bene alle cure tanto che i medici scafatesi, negli ultimi giorni, stavano iniziando a valutare anche le dimissioni. Poi, all’improvviso, l’irreparabile: una crisi respiratoria l’ha portato alla morte. Lasciando nel dolore la famiglia, i tanti amici e i colleghi che hanno da sempre apprezzato il suo impegno.

Come Gennaro Lamberti. Il presidente regionale di Federlab, l’associazione che riunisce le strutture private d’analisi, ha perso uno degli associati di maggiore valore. E, soprattutto, una persona fidata: «Salvatore, al di là della partecipazione nell’associazione, per me è stato un amico», racconta Lamberti. «Abbiamo lavorato insieme e trascorso tanti anni dalla stessa parte della barricata a combattere e a cercare di ottenere quanto più possibile sul fronte delle battaglie sindacali. Avevamo collaborato, in passato, in diversi tipi di attività, nei confronti dell’Asl, quando fu costituita la Feder-Lab. Era una persona molto attiva, professionista molto serio ». Una morte che ha colpito molto il numero uno regionale di Federlab: «In casi del genere non si riesce mai a comprendere il confine tra l’attività professionale e il rischio eccessivo rispetto all’attività che svolgiamo, per questo abbiamo fatto molto frequentemente azioni di rivalsa e di protesta, quando alcune Asl non riconoscevano le strutture sanitarie accreditate tra quelle che dovevano essere poste per prime tra le strutture sanitarie da vaccinare. Siamo stati sempre in prima linea, in questi mesi, di pandemia. Questo è quello che fa venire alla luce quanto sia importante l’attività delle strutture. Lui era a disposizione di tutti, cifra professionale e cifra umana – conclude Lamberti – Salvatore Esposito ha sempre e davvero concepito l’attività sanitaria al servizio del sociale».

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