Salerno: il 60% dei contagi si riconduce alla variante “spagnola”

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Salerno. Almeno il 60% dei casi Covid in circolazione nel Salernitano e in Campania sono riconducibili alla diffusione della cosiddetta “variante spagnola”. Dettagli importanti sulla “mappa” del virus vengono forniti dagli studi del Laboratorio di Medicina Molecolare e Genomica dell’Università di Salerno. Lo leggiamo oggi sulla Città di Salerno. L’equipe diretta dal professor Alessandro Weisz del dipartimento di Medicina, nell’ambito di una convenzione con l’Asl locale, conduce da mesi un lavoro approfondito sulle mutazioni e i ceppi del Covid, in base ai tamponi provenienti dagli ospedali del territorio. Una situazione che dallo scorso anno si è continuamente evoluta, fino alla scoperta di varianti più insidiose come quella inglese, approdata anche in provincia di Salerno. Lo ha confermato l’indagine svolta presso il laboratorio sui test molecolari cui si erano sottoposte tre persone, appartenenti alla stessa famiglia, all’ospedale di Sapri.

In merito alle varianti Covid in Campania, il professore ha dichiarato: “Fino all’ultimo rilevamento erano quattro, ma simili tra loro e fondamentalmente innocue. Dipende dalla provincia. Nel Salernitano, il 60% dei casi sono riconducibili alla spagnola. Parliamo della cosiddetta variante “Eu1”, diventata prevalente dappertutto dopo l’estate. Sono conseguenze dell’epidemia: un lockdown permette di chiudere un “cluster”, dopodiché ne emerge un altro. Nel ceppo spagnolo la variazione è minima. Altri preoccupano di più, ma senza fasciarci la testa. Il ceppo cinese di Wuhan, invece, è quasi scomparso, soppiantato da quelli “europei”.

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