Quando e perché mettere il microchip al gatto

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    Il microchip per gatti funziona esattamente come quello per i cani: un minuscolo chip dovrà essere inserito sotto pelle e permetterà l’identificazione dell’animale, utile in caso di smarrimento. Il prezzo varia dai 30 ai 50 euro e sarò solo un veterinario l’unico autorizzato a inserire il chip. Poi il veterinario inserirà i dati nell’anagrafe regionale. La normativa poi precisa che chiunque sia in possesso di un lettore microchip potrà vedere solo se il chip esiste, mentre l’accesso ai dati del padrone è riservato esclusivamente ai veterinari. “Il microchip – aggiunge il dottor Orifici – è necessario anche in questi casi, evita i pellegrinaggi da un rifugio all’altro e gli inutili viaggi, trasferimenti assurdi da un posto all’altra alla ricerca di adozioni”. Finora gli unici mici microcippati e iscritti all’anagrafe erano quelli con un passaporto per andare all’estero, quelli di razza e quelli di colonia, ovvero gli ex-randagi, diventati “liberi” con la legge 281 del 1991. A fine 2017, in Lombardia se ne contavano 136.982

    Quando e perché mettere il microchip al gatto

    Il microchip è un piccolo dispositivo che viene inserito sottocute all’animale perché possa essere individuato. Innazitutto occorre precisare che, a differenza del cane, non in tutte le regioni italiane c’è l’ obbligo di apporre il microchip al gatto a meno che si debba viaggiare e quindi fare il passaporto europeo.

     

    Quando e perché mettere il microchip al gatto

    Nel caso di un viaggio all’estero mettere il microchip al gatto è obbligatorio per ottenere il passaporto europeo. In tutti gli altri casi per il proprietario del gatto non c’è alcun obbligo a meno che non si tratti di un gatto con la tendenza a scappare da casa. Infatti in caso di smarrimento col microchip può essere più facilmente ritrovato, ovviamente se l’animale è registrato all’anagrafe felina e se non si è allontanato eccessivamente da casa.

    Dal 1° Gennaio 2020 la Regione Lombardia ha imposto l’obbligo di microchippare tutti i gatti appena nati, dati in adozioni o in affidamento.
    Non c’è un obbligo retroattivo, ovvero è ancora a discrezioni del proprietario di un gatto già inserito in famiglia di scegliere se mettere il microchip al gatto o no.

     

    Come viene inserito il microchip

    È soltanto il veterinario iscritto all’Ordine professionale che può mettere il microchip al gatto. Eventuali altri operatori che si offrono di inserire il microchip, come allevatori ad esempio, non sono autorizzati a questa pratica. La procedura è la stessa che normalmente avviene con il cane. Premesso che è solo il veterinario ad inserirlo, non è un’operazione dolorosa per il gatto. Si tratta comunque di un semplice intervento medico che in genere non richiede la sedazione del gatto. Il microchip una volta inserito non provoca alcuna reazione allergica nè fastidio all’animale. Si tratta di una iniezione nella sottocute del collo del gatto.

     

    Quanto costa e come funziona

    Microchip per gatti

    Quanto costa mettere il microchip al gatto

    Il costo dell’inserimento del microchip non è elevato e può variare da veterinario a veterinario. In media ha il costo equivalente ad una visita veterinaria.

    Com’è fatto e come funziona

    Il microchip ha le dimensioni di un chicco di riso e somiglia ad una capsula in vetro. È un dispositivo che se non riceve impulsi ed interrogazioni non emette alcun tipo di onda ed è uguale sia per il cane che per il gatto, cambia solo la registrazione all’anagrafe. Polizia municipale, Asl, Veterinari dispongono del lettore che serve all’interrogazione sul quale appare una serie numerica che identifica il codice unico identificativo di 15 cifre:

    Significato delle cifre

    • Le prime tre cifre indicano il paese di appartenenza del gatto
    • Le ultime 12 cifre contengono i dati identificativi dell’animale nonchè i dati del proprietario. Per questo in caso di trasferimento di proprietà occorre farne denuncia per modificare il nominativo di appartenenza.

    Qualora si ritrovi un gatto con il microchip viene identificato il codice di 15 cifre dal veterinario o dalle autorità competenti quindi si procede con la ricerca sulle varie banche dati pubbliche o private.

     

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