Profondo Rosso: K.O. dei presìdi ospedalieri della Penisola sorrentina

 Penisola sorrentina. I politici si stanno strappando gli abiti per poter partecipare al lauto banchetto del fondo per la ripresa destinato, nel rispetto della sostenibilità ambientale, ad incrementare la produttività, a perseguire l’equità e la stabilità macroeconomiche ed a finanziare la transizione digitale. Con il fondo per la ripresa è possibile migliorare l’edilizia ospedaliera realizzando edifici ad hoc o ristrutturare quelli esistenti perché tutti i presidi ospedalieri siano antisismici e antincendio, gli impianti tecnologici (attrezzature sofisticate ed infrastrutture digitali) siano moderni, efficienti energeticamente e sostenibili dall’ambiente nel quale sono insediati. 

Nessuna struttura ospedaliera è stata realizzata ad hoc, tutte sono il frutto di adeguamenti disomogenei e di ristrutturazioni affidate, specialmente negli ultimi anni, ad aziende di pulizia in cambio di contratti pluriennali di affidamento del servizio.  I lavori, per lo più ordinari e non straordinari (come sarebbe stato necessario), sono da valutare come “di facciata” che danno solo l’illusione che l’ambiente sia più vivibile. L’arredamento è prettamente ospedaliero e d’infimo livello. L’unica struttura realizzata ad hoc è la Casa di Cura Clinica San Michele S.p.A. che, grazie all’ignoranza contabile di chi ha imposto ad un presidio ospedaliero di livello medio – alto tariffe medio – basse dimenticando che il giorno di degenza non va calcolato dall’inizio al termine del giorno solare ma come i giorni calcolati dalla pensioni, dagli alberghi, dagli ostelli e di chi ha testimoniato contro chi la gestiva (con grinta e gentilezza) è stata condannata al declino ed ha condannato il personale che in essa operava a svolgere, presso il presidio di Sorrento, un lavoro ben diverso da quello che svolgeva in Clinica od a rinunciare al lavoro.  Ho appreso con soddisfazione che quel presidio viene utilizzato per i tamponi e spero che sia possibile organizzare lì anche le vaccinazioni.

I presidi di Sorrento, Sant’Agnello e Vico Equense  sono ubicati nei centri abitati, sono privi di verde, non hanno spazi adeguati per il parcheggio dei mezzi di trasporto del personale, alcuni servizi sono allocati negli ammezzati e nei sotterranei delimitati da muri perimetrali posteriori addossati ad appezzamenti di terreno; le stanze di degenza ospitano due persone che, nel corso della notte, diventano quattro per la necessaria presenza di un  parente del degente; la morgue è molto simile ad una improbabile sala di aspetto.  Le chiusure del pronto soccorso del Santa Maria della Misericordia e del De Luca e Rossano indicano che i nostri politici desiderano attingere al fondo per la ripresa per realizzare un ospedale ad hoc. Dove? Come? Quando? Tutti coloro che ne avranno bisogno potranno raggiungere agevolmente e rapidamente il pronto soccorso?  Quali reparti saranno attivati? Sarà ancora necessario recarsi al pronto soccorso di Castellammare di Stabia per l’oculistica e l’otorinolaringoiatria? Sarà necessario recarsi al Santobono di Napoli o al Gaslini di Genova per l’assistenza pediatrica?  Sarà necessario andare al nord per particolari interventi a cuore aperto?  Come sarà attuato il potenziamento dell’assistenza e le cure domiciliari? Quali strutture dovranno mettere a disposizione dei loro pazienti i medici di base? Potranno allocare ancora i loro studi in appartamenti condominiali o dovranno disporre di strutture dotate di due ingressi autonomi?  È difficile rispondere a tutti questi interrogativi. Per quanto mi concerne consiglio a tutti coloro che dovranno decidere in merito di recarsi a San Giovanni Rotondo non prima di aver prenotato una visita alla Casa Sollievo della Sofferenza … solo così potranno capire come e dove deve essere costruito un Ospedale. 

prof. Francesca LAURO

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