Positano, incredibile sentenza al Tar. L’appello conferma l’abbattimento di un immobile di oltre 60 anni fa

Più informazioni su

Positano. Il Giudice presso la Corte d’Appello, facendo una lunga disquisizione, ha focalizzato il punto chiave in atti che risalgono al 1956 che si sono trascinati fino ad oggi. E’ una situazione davvero sconcertante, anche perché lascia aperte delle grandi problematiche. Pur non entrando nel merito delle decisioni della Corte d’Appello è chiaro però che certe situazioni fanno rimanere tutti nell’incertezza. Il settore dell’urbanistica diventa così un campo minato nel quale non si riesce ad avere una linea univoca.

Come si legge nella sentenza: “Contraddittorio sarebbe altresì l’assunto secondo il quale la costruzione del fabbricato sarebbe iniziata nell’anno 1956, poi i lavori sarebbero rimasti sospesi sino al marzo 1962 in quanto a tale data l’allora sindaco nel ravvisare lo stato di abbandono avrebbe richiesto all’ing. A.P. quali intenzioni avesse in merito ed è solo nell’aprile 1964 che l’Ing. A.P. avrebbe chiesto ed ottenuto dal sindaco la licenza per realizzare le opere così come approvate nell’anno 1956 dalla Soprintendenza con nota 4366/1956. Ciò in quanto se la costruzione dei fabbricati fosse iniziata nell’anno 1956, tale inizio non poteva che essere avvenuto dopo il rilascio della licenza edilizia; altrimenti non si giustificherebbe perché il Sindaco nel ravvisare lo stato di abbandono richiedeva all’ing. A.P. quali intenzioni avesse in merito. Ciò perché se i lavori fossero iniziati abusivamente, in primo luogo il Sindaco non avrebbe dovuto chiedere all’ingegnere quali intenzioni avesse in merito, ma ingiungere la demolizione del fabbricato, poi la licenza del 21 aprile 1964 avrebbe dovuto essere rilasciata in sanatoria, non in via ordinaria, e infine l’autorizzazione paesaggistica del 26.5.1956 sarebbe scaduta essendo decorsi oltre 5 anni dal suo rilascio. Da ciò dovrebbe desumersi che la licenza edilizia del 1962, n. 12, presupporrebbe il rilascio di una precedente licenza edilizia, presumibilmente rilasciata tra il 1956 ed il 1958, come suggerirebbero le fotografie e gli atti notarili succitati, e che inoltre essa si riferisce ad un fabbricato già realizzato. L’erroneità dell’assunto sarebbe ulteriormente corroborato anche sul piano della tecnica costruttiva non essendo tecnicamente possibile che il terzo piano sottostrada fosse stato realizzato in epoca posteriore a quelli superiori, affermazione, questa, che sarebbe viziata da eccesso di potere per carenza istruttoria, travisamento dei fatti ed erroneità di motivazione, essendo stato esso necessariamente costruito prima degli altri livelli (o, al più coevamente), e dimostrerebbe l’assoluta inidoneità delle affermazioni poste a base dell’atto impugnato”.

Si tratta in ogni caso di una sentenza da interpretare anche perché dà ragione ad un altro caso analogo accaduto a Piano di Sorrento con la Piemme.

Più informazioni su

Commenti

Translate »