Positano e Costiera amalfitana controlli anti Covid dei carabinieri

Positano e Costiera amalfitana controlli anti Covid dei carabinieri.

Proseguono le verifiche  dei carabinieri sul rispetto delle norme anti-covid. Gli uomini dell’Arma presenti sempre, anche di notte, dunque, in modo particolare per far rispettare le misure di contenimento del coronavirus Covid-19 in Costa d’ Amalfi.

Controlli a Positano, Praiano, Amalfi, Ravello, Minori e Maiori, facciamo però appello alla responsabilità personale, le energie spese dai militari per la prevenzione e i controlli diventano vani, inutili nella lotta al coronavirus Covid-19.

Ci si affida al buon senso del singolo cittadino, di certo le forze dell’ordine non possono controllarci in casa!

Questa nuova disposizione suscita alcune positive riflessioni. Anzitutto testimonia che la gerarchia delle fonti e il cosiddetto “Stato di diritto” (rule of law) continuano a vivere, pur nella fase emergenziale. L’art. 14 della Costituzione vieta l’introduzione della forza pubblica nel domicilio privato, tranne casi eccezionali. Essa consente bensì ragionevoli deroghe nei casi di ispezioni per motivi di sanità e di incolumità pubblica, ma richiede a tal fine una speciale disciplina di rango legislativo, che nel caso di specie non è stata dettata. E, naturalmente, non potrebbe essere un Dpcm a supplire in tal senso. Poiché le norme in tema di distanziamento sociale sono tutte di natura amministrativa, la violazione di esse non avrebbe permesso alla polizia di entrare in casa su segnalazione dei vicini neppure se il Dpcm lo avesse previsto, mancando una idonea autorizzazione legislativa emanata in conformità ai principi costituzionali. Se le anticipazioni di alcuni giorni fa fossero state effettivamente recepite nel decreto, a fronte della delazione dei vicini sarebbe stato ben legittimato chi, ricevendo la visita a casa della polizia, avesse cortesemente chiuso la porta chiedendo di ripassare più tardi, dotati di un mandato di perquisizione che, ovviamente, nessun magistrato avrebbe mai potuto rilasciare.

2. Correlativamente, la disposizione del Dpcm 13 ottobre 2020 testimonia che, nonostante tutto, la ragionevolezza può albergare ancora nelle pieghe dell’ordinamento giuridico. Per entrare nelle case degli italiani, si è utilizzata una “raccomandazione”, un tipico strumento di soft law: e gli italiani non mancheranno di seguirla, laddove corrisponde a un giusto principio di prudenza e precauzione. Un popolo civicamente maturo, come –  al di là delle autoquerimonie e degli stereotipi – è quello italiano, dove il diritto fino a prova contraria ha trovato la propria auge da millenni, non ha bisogno della minaccia dell’intervento della polizia per rispettare regole ragionevoli a tutela della salute propria e degli altri.

Come esattamente osservato dal prof. Mauro Ronco durante il lockdown di primavera, è bene mantenere perquisizioni e manette alla doverosa repressione della delinquenza, e non utilizzarle come strumento per convincere la popolazione ad autolimitare alcune proprie libertà personali in un momento sanitario critico per il Paese. È giusto sanzionare chi in luogo pubblico o aperto al pubblico non indossa correttamente i dispositivi di protezione; ma il domicilio degli italiani è e deve rimanere un’altra cosa. Il recepimento in una fonte del diritto di una “raccomandazione” a tenere comportamenti prudenti, peraltro, se non consente in caso di violazione l’irrogazione di sanzioni, potrebbe consentire agli eventuali danneggiati – non concorrenti nella violazione – di provare con maggior semplicità la sussistenza dell’elemento psicologico e, quindi, di ottenere un risarcimento dei danni patiti a seguito di tale imprudenza, laddove sia dimostrato un nesso causale con il comportamento contrario alla “raccomandazione”.

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