Penisola sorrentina, vicenda degli usurai: una pescheria costretta a maxi fornitura durante le feste

Penisola sorrentina. Uno dei temi più caldi degli ultimi giorni riguarda la maxi operazioni anti usura. Ne abbiamo parlato a più riprese ma i retroscena sono numerosi e man mano vengono a galla. Ve ne raccontiamo uno riportato da Metropolis.

Doveva saldare un debito per un prestito di 1.000 euro concessogli, secondo le accuse, a interessi usurari. Ma non aveva soldi liquidi da poter consegnare al presunto strozzino. Così, in prossimità delle festività natalizie, si è messo a disposizione per fornire all’usuraio prodotti ittici per il cenone in famiglia. E’ uno dei retroscena dell’inchiesta condotta dai carabinieri della compagnia di Sorrento e coordinata dalla Procura di Torre Annunziata sul giro di usura in penisola sorrentina. La vicenda risale al 2018 e vede protagonista nei dettagli uno degli indagati, Angelo Marchitano, cinquantenne di Castellammare di Stabia, arrestato l’altro giorno così come i presunti complici, ovvero Michele Ferraro, sua moglie Marianna Annunziata, Giuseppe Di Martino e la compagna Alessia Savarese (agli arresti domiciliari).

L’inchiesta – che riguarda anche Mario Ferraro, fratello di Michele, a cui è stata notificata la misura dell’obbligo di firma – entra nel vivo dopo alcune perquisizioni a casa di Michele Ferraro in cui vengono rinvenute tracce del cosiddetto “libro mastro”. I carabinieri iniziano a intercettare anche Marchitano, lo seguono e recuperano tasselli importanti per completare il puzzle. E’ l’estate del 2018 e una delle vittime, con la sua pescheria, è travolta dai problemi economici. Chiede allora aiuto e si attiva un contatto diretto proprio con Marchitano. Il commerciante ottiene 1.000 euro e dà in garanzia all’arrestato un assegno bancario pattuendo una fornitura di prodotti ittici durante le festività natalizie. Un episodio che si è poi ripetuto nella primavera successiva.

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