Napoli, terrore a San Giovanni: fulmine sfonda il tetto, l’edificio va in fiamme

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Napoli, terrore a San Giovanni: fulmine sfonda il tetto, l’edificio va in fiamme. Ieri mattina un fulmine ha colpito e sfondato il tetto di un palazzo di Napoli. Il sottotetto di legno ha immediatamente preso fuoco generando un incendio che ha tenuto impegnati per l’intera giornata i vigili del fuoco che solo alle prime ombre della sera hanno concluso l’intervento; i danni causati ad alcuni degli appartamenti hanno imposto il divieto di rientro a casa per sei famiglie. Fortunatamente, però, non è stato registrato nessun ferito.
LA SCOSSA I residenti che raccontano il momento dell’impatto del fulmine con il palazzo, descrivono la sensazione come se avessero sentito una scossa di terremoto: erano passate da poco le otto del mattino e un terribile boato seguito da un fremito, ha avvolto interamente l’antica palazzina a tre piani di via Ponte dei Francesi a San Giovanni a Teduccio.
La violenza del fulmine ha perforato le tegole del tetto spiovente, così la violenta scarica elettrica si è concentrata tutta nel sottotetto di legno che ha subito preso fuoco con intensità. Non si è trattato di un incendio divampato lentamente: la potenza del fulmine ha appiccato il fuoco in più punti e con un vigore impressionante. Gli abitanti del palazzo, prima ancora di comprendere quel che stava accadendo, si sono resi conto del rumore delle grosse travi che, dopo pochi minuti, già stavano crollando giù divorate dal fuoco. Tutte le 26 famiglie che abitano in quel condominio si sono ritrovate lungo le scale e poi fuori del palazzo.
La prima chiamata ai vigili del fuoco è giunta da una persona che abita di fronte al palazzo e ha visto le fiamme divampare subito dopo il rumore del fulmine, poi le chiamate si sono susseguite, anche alle forze dell’ordine.
I SOCCORSI Nel giro di pochi minuti erano sul posto i vigili del fuoco e in sostegno c’erano già auto della polizia di stato, dei carabinieri e della polizia municipale. Quando la situazione sul fronte dell’ordine pubblico è tornata alla normalità, sul posto oltre ai vigili del fuoco sono rimasti solo gli uomini dell’unità operativa San Giovanni della polizia municipale, agli ordini del capitano Frattini: gli agenti sono stati sul posto, in supporto all’intervento dei vigili del fuoco, per l’intera giornata.
Per un puro caso l’unico l’abitante della casa colpita più violentemente dal fulmine (e dalle fiamme) non era presente al momento dell’incendio. Si tratta di un ultraottantenne che negli ultimi giorni di festa si è trasferito presso una sorella per stare in compagnia e anche per evitare di doversi muovere durante i giorni di zona rossa.
LE DIFFICOLTÀ Impresa ardua riuscire a domare le fiamme, alimentate anche dal forte vento che ha continuato a riaccendere piccoli focolai nel sottotetto dell’intero edificio per tutto il giorno. Solo intorno alle 18 la situazione è tornata sotto controllo ed è stato possibile effettuare sopralluoghi mirati per stabilire i danni alle abitazioni e le possibilità di consentire il rientro in casa.
Nell’ala occidentale dell’edificio è stato inibito l’accesso a tutte le abitazioni per un totale di sei famiglie e di circa venti persone che per la notte appena trascorsa hanno dovuto cercare ospitalità presso parenti e amici. Si tratta delle case che sono state più vicine al fuoco (oltre a quella interamente invasa dalle fiamme e sicuramente pericolante) e che sono state anche travolte dall’acqua utilizzata per lo spegnimento delle fiamme.
Tutti gli altri hanno avuto la possibilità di fare rientro, le famiglie dell’ultimo piano hanno dovuto fare i conti con le tegole spaccate dai vigili del fuoco per incorrere l’incendio dall’alto ed evitare che diventasse ingestibile.
Dettaglio singolare: quello stesso edificio era già stato centrato da un fulmine circa trent’anni fa. In quell’occasione l’incendio fu moderato e provocò lievi danni a un solo appartamento.

Fonte Il Mattino

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